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RIOT: Restless Breed

data

31/05/2019
95


Genere: Hard 'n' Heavy
Etichetta: Rock Candy Records
Distro:
Anno: 1982-2019

‘Restless Breed’ in passato è già stato ristampato, tra l’altro in versioni con l’aggiunta di bonus track, ma sappiamo come Derek Oliver (boss della Rock Candy) sia uno strenuo sostenitore del leggendario gruppo neworkese. Come sempre l’etichetta londinese è attenta alle sue ristampe, in termini di nitidezza del suono e per potenza, non sfugge a questa regola anche il quarto album dei Riot. Abbandonati da Guy Speranza, il cantante dei primi tre fondamentali album di Mark Reale e soci, i Riot trovarono in Rhett Forrester (proveniente dagli Hitman) il degno sostituto, tenuto a battesimo su ‘Restless Breed’, un lavoro frenetico ed engerico che strizzava un occhio verso la vecchia Inghilterra, e soprattutto verso la NWOBHM. Nonostante il cambio (delicato…) del vocalist i Riot riuscirono a confermare il proprio status musicale, assemblando un disco di valore assoluto, come è sempre stato nelle loro corde fin dal debutto. Purtroppo, il quintetto pagò (a caro prezzo) lo scotto imposto dalla Elektra di potenziare i propri interessi verso quattro disperati, che sulla costa ovest stavano raccogliendo consensi ovunque: parliamo dei Motley Crue, al debutto con ‘Too Fast For Love’. I Riot si trovano in tour per supportare gli Scorpions freschi di ‘Blackout’ (cosa non avrei dato per assistere ad una sola data di quel tour, con un’accoppiata pazzesca nel pieno delle proprie forze), e successivamente si troveranno alla corte di Dave Coverdale (Whitesnake), per infine terminare le date promozionali in compagnia dei Rainbow di ‘Straight Between The Eyes’. Non bastarono i consensi raccolti ovunque, grazie alle prestazioni sui palchi, ‘Restless Breed’ non riuscì a decollare con i dati di vendita ed il gruppo si troverà a concludere il rapporto con l’Elektra Rec., accasandosi con un’altra etichetta per l’album successivo (‘Born In America). Ai posteri ed alle nuove generazioni rimarranno per sempre canzoni storiche del metal americano: "Hard Lovin’ Man", "C.I.A.", "Loanshark", "Loved By You", "Violent Crimes" e la title track.

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