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NOVEMBRE: WISH I COULD DREAM IT AGAIN

data

26/02/2005
88


Genere: atmospheric death
Etichetta: Polyphemus
Anno: 1994

Dopo aver cambiato moniker da Catacomb a Novembre, per meglio riflettere le forti influenze gothic/doom e atmosferiche che avevano contraddistinto già il demo 'Return Of The Ark', la band romana incise il suo debut album per la defunta Polyphemus Records nel 1994. Potendo giovare dello studio e del lavoro di un certo Dan Swano, i Novembre con 'Wish I Could Dream It Again' realizzarono uno dei primissimi album di metal atmosferico, visto che proprio in quegli stessi anni i grossi nomi del genere stavano registrando anch'essi i loro debut albums (leggasi in particolar modo Opeth e Katatonia). Ovviamente la giovane età media dei componenti del gruppo (per esempio Carmelo Orlando 21 e il fratello Giuseppe nemmeno 18) si sente tutta, specialmente per quanto riguarda varie ingenuità legate alla poca esperienza (una su tutte: il classico riff "simil-thrash" che potete trovare, sempre uguale, su ben tre canzoni, vi invito a scoprire quali!). A parte questo, devo dire che l'album suona tremendamente innovativo, per il discorso fatto in apertura, e compatto: ogni sua scelta tecnica è facilmente inquadrabile e dà ottimi risultati, giacché già da questo debut album viene messa in luce tutta la classe del gruppo di Roma. Le tematiche affrontate nelle canzoni sono molto affascinanti e profonde: si passa a sogni onirici, legati in qualche modo al mare ("The Dream Of The Old Boats", "Swim Seagull In The Sky", "Old Lighthouse Tale") a espressioni di puro odio (retaggio della passata produzione death metal, "Let Me Hate") o elogi alla Musica ("The Music") e per finire addirittura una poesia di Salvatore Quasimodo ("Night/At Once"). In qualunque caso i testi non sono mai banali e mostrano una certa sensibilità da parte del cantante/chitarrista Carmelo Orlando verso tematiche tutto sommato legate alla tradizione culturale italiana. Le sonorità dell'album sono chiaramente frutto di tutte le esperienze fatte finora dal giovane gruppo, quindi possiamo parlare di un tappeto death metal sul quale poggiano le varie influenze atmosferiche, gothic/doom e perfino qualche riff preso in prestito dal black metal. N.B. A ben otto anni dalla sua uscita è stata compiuta un'operazione di riregistrazione delle canzoni di questo album con un restyling grafico ed un nuovo titolo: 'Dreams d'Azur'.

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