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DRACONIAN: Sovran

data

06/11/2015
73


Genere: Gothic-Doom Metal, Death-Doom Metal
Etichetta: Napalm Records
Distro: Universal Music
Anno: 2015

La gothic-doom band svedese DRACONIAN arriva quest’anno a pubblicare il sesto lavoro sulla lunga distanza. La band capitanata dal vocalist Anders Jacobsson dà il benvenuto con questo 'Sovran' alla nuova voce femminile, Heike Langhans, il cui timbro vocale ricorda molto, già dall’ascolto delle prime note, quello di Sharon Den Adel dei Within Temptation. E a cui fa da contraltare e da degno compagno lo stesso Jacobsson, con il suo growl sempre ad alti livelli in quanto a pulizia ed espressività. Le musiche riprendono un po’ quanto lasciato dal precedente 'A Rose For The Apocalypse', dato che anche quest’album, diversamente dai precedenti, propone sempre il loro credo gothic-doom, risultando però più aperto e più assimilabile, grazie ad una buona produzione che ha permesso di rendere tutti i suoni e tutte le parti vocali particolarmente pulite. Nonostante questa pulizia, il loro obiettivo rimane comunque sempre lo stesso, sin dall’incontro tra Jacobsson e il chitarrista Johan Ericson sul finire degli anni ’90 e sin dal primo album: indirizzare l’ascoltatore, guidato dal grande occhio raffigurato in copertina (tra l’altro molto articolata ed a cavallo tra doom, psichedelia e fisica spaziale tipicamente post, ad opera dell’esperto Costin Chioreanu) verso campi oscuri e nebbiosi, addentrandosi per poi non poterne uscire più, avvolto nei misteri più profondi, accentuati dalla voce della Langhans, che come una creatura impalpabile ed eterea tra i boschi secchi dell’inverno cattura la mente dell’ascoltatore e la riempie di inquietudine. Il tutto è accompagnato da linee musicali sempre tendenti al decadentismo, guidate dalle ritmiche medio-lente della batteria di Jerry Torstenson e dalle linee di chitarra sibilanti di Ericsson e di Daniel Arvidsson, le quali alternano parti lente tipiche dello stile doom, a parti più veloci ed incalzanti nelle quali le voci si inseriscono calzandosi a pennello: il brano “Dishearten” ne è l’esempio più imponente. La strada che i DRACONIAN hanno preso con gli ultimi due album sembra tale per cui un album come 'Arcane Rain Fell', e un brano come “Death, Come Near Me” forse non ne vedremo più. In 'Sovran' non si riscontrano brani come quello appena citato che sono dei veri e propri tagliavene, degli autentici squarci sul petto che inesorabilmente si ampliano fino a smembrarci del tutto. D’altro canto, questa strada intrapresa si avvicina più a certe soluzioni prodotte dai Paradise Lost dei primi anni e dell’ultimo 'The Plague Within' (le linee musicali accompagnate dalla voce di Jacobsson), piuttosto che ai primi Within Temptation ed ai nuovi lavori di marca Avatarium (che invece sono oggetto di paragone con le parti con la Langhans alla voce). Parlando della Langhans, si sente già dopo pochi ascolti che lei ha una voce molto valida e la prestazione nell’album è di sicuro affidamento (basti sentire le sue parti vocali in brani come “Heavy Lies The Crown” e “The Wretched Tide”), ma che sembra essere la copia della Den Adel con più dark in corpo; e questo fa di lei, almeno per ora, un’interprete con ancora una personalità da costruire, un aspetto da dover migliorare in futuro. Non per innescare delle scomode rivalità, ma è una caratteristica, quella della personalità, che la voce femminile storica della band, Lisa Johansson, aveva in dosi invidiabili con la sua liricità a volte lacerante. Memori delle lezioni di band seminali quali Theatre Of Tragedy e The 3rd And The Mortal, come anche quelle della Triade britannica Anathema-Paradise Lost-My Dying Bride, i DRACONIAN con 'Sovran' riescono a tenere alta la bandiera del gothic-doom a livello internazionale, ricordando che chi avesse bisogno di rose e fiori, di arcobaleni e di gioia di vivere, loro rappresentano invece l’esatto contrario.

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