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ANAAL NATHRAKH: The Whole Of The Law

data

16/10/2016
80


Genere: Black Metal, Extreme Metal
Etichetta: Metal Blade
Distro:
Anno: 2016

Ed ecco che le due belve britanniche tornano, violenti e cattivi come sempre. Sulla falsariga dei lavori precedenti, in particolare 'Desideratum', gli Anaal Nathrakh continuano per la loro strada, in questa sede con qualche novità sul sound e il songwriting, che approfondiremo di seguito. Onestamente, con l'opener “Depavity Favours The Bold” le sensazioni sono un po' miste, da un lato troviamo il marchio di fabbrica degli AN, una bella mistura di black, grind e metal sinfonico e diabolicamente epico, arricchito da elementi industrial, il risultato di una probabile orgia tra Dødheimsgard, Napalm Death. Ciò che salta subito all'orecchio, è l'inserimento di una voce pulita che sottolinea le bellissime melodie di chitarre e tastiere. Tutto molto bello, se non fosse così incredibilmente simile a un pezzo di 'Desideratum' (“Rage and Red”), a sottolineare che a parte il cantato pulito non c'è davvero nulla di nuovo. “Hold Your Children Close and Pray for Oblivion” procede nella stessa direzione e si lascia ascoltare più che bene. La cosa incredibile di questo nuovo album, è la commistione di melodia e violenza a tratti insostenibile, durissima, spaccaossa, e in momenti come “We Will Fucking Kill You”, che ricorda vagamente gli Zyklon e gli Aborym, col suo sapore industrial e i riff da puro black metal, le melodie diventano sorprendentemente pulite, come ad esempio in “In Flagrante Delicto”, dove le melodie diventano scandinave, ma l'inquietante groove di “Extravaganza!” spezza le melodie picchiando l'ascoltatore con i ritmi pesanti e industriali, ma, a nostro parere, il pezzo migliore è “The Great Spectactor”, un puro momento industrial in stile Ministry, epica e magnifica come poche. Menzione speciale per le due cover, rispettivamente di Iron Maiden e The Specials. Entrambe ottime, anche se preferiamo “Powerslave” tra le due, di certo la meglio riuscita. Che dire, ottimo ritorno, non particolarmente innovativo se non per l'inserimento di linee vocali clean. Un buon lavoro, forse anche più, ma non si grida al miracolo.

P.S. Bella la copertina, peccato sia identica a quella di 'Ad Majorem Sathanas Gloriam' dei Gorgoroth.

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