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THE SHIVER

Ciao ragazzi, benvenuti sulle pagine di Hardsounds. Presentate la band ai nostri lettori… I The Shiver si formano nel Novembre 2004, quando io (voce), assieme a tre ragazzi (chitarra, basso e batteria) decidemmo di metter su una band per suonare nei locali della nostra città. All’inizio il repertorio era composto da molte cover di gruppi rock, eravamo ragazzi che stavano allora iniziando a prendere dimestichezza con i propri strumenti. Dopo poco tempo cominciammo a proporre brani inediti che nel 2005 raggruppammo nel demo "Shade 's changing", la cui registrazione era il primo premio in un concorso per band emergenti. Fu forse dopo quel momento che io e Finch cominciammo a porci degli obiettivi concreti. Dal Febbraio 2006 siamo entrati nel roster di Alkemist&Fanatix Europe, agenzia di Promozione e Management che ci ha sempre sostenuti, credendo nelle nostre capacità. Dopo pochi mesi, in cui avevamo fatto girare del materiale promozionale grazie all’aiuto del nostro manager Carlo Bellotti, siamo giunti ad un accordo con la label britannica UK Division Records e dopo molto, molto lavoro siamo arrivati alla pubblicazione del nostro Debut Album "Inside" nel Gennaio 2008, Distribuito da Code7 in 24 paesi del mondo e da Andromeda in Italia. Nei mesi precedenti la pubblicazione non siamo rimasti inattivi, ci siamo esibiti in molte occasioni nei locali italiani, affiancando anche band come The Ark e Negramaro, e nel Dicembre scorso siamo stati in UK per un tour di 10 concerti. Nell’ottica di una promozione completa siamo stati citati sui più importanti magazines italiani e non, dal Rocksound italiano a quello inglese, da Gothic Beauty (USA) a Big Cheese mag (UK). Partiamo dal vostro debutto "Inside": come è nato? Prima di tutto "Inside" è il nostro Debut Album, uscito nel gennaio di quest’anno con la label UK Division Records e distribuito da Code7 e Andromeda. Essendo appunto il primo disco di una band emergente abbiamo cercato di renderlo interessante, di dargli una nostra impronta, ma senza appesantire troppo il lavoro: un sound diretto e semplice. Le tracks presenti nell’album sono state create nei due anni precedenti l’incisione del disco, ma poi abbiamo ripreso delle idee, scartato delle altre, abbiamo variato di molto le strutture, insomma c’è stato davvero un grosso lavoro. Abbiamo sempre tenuto presenti le linee vocali e partendo da esse si è creata la base e gli arrangiamenti. Da questo è scaturita un’atmosfera rock, tendente al metal, con una venatura gothic dovuta allo stile vocale. All’inizio tutti i progetti possono metterti in crisi, ma poi sai che non troverai pace finchè non arriverai all’obiettivo, e per noi è stato così con l’Album, dato che non è stato affatto semplice arrivare alla sua pubblicazione, ma dopo tanti ostacoli è stata una vera soddisfazione avere il disco sulle mani! Come sono state le recensioni su riviste e webzine varie? Devo ammettere che le recensioni sono state molto buone. Inaspettatamente! Si tende sempre ad essere molto critici verso una nuova band, e non tutti puntano a farti delle critiche costruttive, piuttosto sono “distruttive” direi! Quel che è venuto fuori dalle recensioni, dai commenti della Stampa invece è stato molto positivo. C’è chi è rimasto colpito dalla voce, chi dalle atmosfere delle canzoni, molti lodano le melodie, inserendo il nostro lavoro in quella fascia di dischi che, pur non essendo perfetti, pongono le basi per un’ottimo proseguimento. Insomma un debutto di tutto rispetto! Ovviamente ci sono state alcune critiche: molti recensori hanno sottolineato l’inadeguatezza della produzione, dicendo che si poteva rendere il prodotto migliore, ad alcuni invece sono sembrate troppo vuote le basi, ma è stato un percorso che avevamo scelto: quello che avevamo in mente era un disco che potesse essere efficace sull’ascoltatore, ma non eccessivo, un qualcosa che mettesse in ballo delle tracks valide, ma senza esagerare rischiando di diventare stucchevole, per questo motivo abbiamo preferito usare delle chitarre massicce e semplici, dei ritmi cadenzati, che fossero di supporto alla voce. C’è tanto da migliorare e da perfezionare, lavoriamo a testa bassa e di continuo sulla nostra musica e sicuramente già dal prossimo disco si sentirà un cambiamento....speriamo in meglio! E il pubblico come ha reagito? Se parliamo di pubblico posso sicuramente fare una netta distinzione tra chi ascolta il disco e chi ci ascolta on stage. "Inside" ha catturato l’attenzione di molte persone, tantissimi ci scrivono online, molti l’hanno acquistato tramite internet, ed in generale siamo molto soddisfatti di questo piccolo risultato. Il pubblico che invece ci ascolta live ha davanti a sè tutta un’altra cosa. Diventando parte dello show l’ascoltatore si emoziona per le nostre canzoni, e chi ci ha ascoltati live è sempre rimasto molto colpito dall’energia e dall’intensità dell’esecuzione. Parliamo del songwriting: come nasce una vostra canzone? Dato che proprio in questo periodo sto componendo i brani per il nuovo album questa domanda cade a puntino ;D La prima cosa che ho stabilito è in che modo procedere: sicuramente sto puntando ad un lavoro di qualità e non di quantità, e con questo intendo che invece di buttar giù idee su idee e lavorare su tutte, arrivando poi ad ottenere pezzi da cui non sono soddisfatta, ho deciso di concentrarmi sulle idee davvero valide che avevo e scartare subito quelle che non mi convincevano al 100%. In questo modo sono arrivata ad avere delle basi che ho sviluppato con l’aiuto di Finch (drums); una volta creata la base ho già in mente le melodie della voce, ed il testo vien da sè a seconda dell’atmosfera della canzone. Altre volte sono partita dalle linee vocali ed in seguito ho creato delle basi ad hoc, ma in questo modo i brani che vengono fuori risultano forse un po' troppo melodici. Molti diranno: e quindi ti trovi bene a scrivere da sola? Effettivamente credo che, avendo già io in mente l’atmosfera che deve risultare in un disco, se intervengono altri nella composizione , rischieremmo di creare disordine. Potendo avvalermi del valido aiuto di Finch e di un ottimo produttore, sono davvero contenta di poter sviluppare in tutta libertà le mie idee. Ben vengano poi le eventuali collaborazioni con altri artisti ;D Chi ha avuto l'idea della copertina? Personalmente mi ha colpito molto… L’artwork è stato cambiato ben due volte. All’inizio era molto più scuro, poi il nostro manager ci ha consigliato di puntare a qualcosa di più leggero, io e Finch ci siamo messi a tavolino ed abbiamo tirato fuori l’idea. Abbiamo anche fotografato personalmente la rosa che è in copertina (proveniente dal mio giardino!), poi quel genio super paziente del nostro grafico di fiducia Francesco Meloni ( MGML INDUSTRIES www.myspace.com/megamello) ha lavorato sui colori, sulle grafiche etc arrivando ad un risultato che ci ha soddisfatto a pieno. Il prodotto ottenuto è stato quello prefissato ossia, un art-work minimale e d’impatto. In seguito Abbiamo cambiato la foto che era stata scelta, mettendo al suo posto quella scattata da Gianluca Bellotti, che ora si trova nella prima pagina del booklet. Avete delle novità o idee in cantiere di cui volete parlarci? Posso anticipare che le registrazioni del nuovo album avranno luogo a Dicembre. Sono davvero impaziente di registrarlo perchè con il nuovo lavoro si delineerà meglio il nostro sound, e spero che riusciremo a conquistare una fetta molto più larga i pubblico. Nel frattempo, dato che non ci piace rimanere con le mani in mano, ci esibiremo il 30 ed il 31 Ottobre in Gran Bretagna, rispettivamente all’Hark 2 Towler, Manchester il primo giorno, e al Winnington Rec, Northwich, la sera di Halloween. Inoltre potrete trovarci live in alcuni locali in Italia, info coming soon sul nostro space. Ok ragazzi, un’ultima domanda sui vostri gusti musicali: quali sono le band che ammirate di più? Personalmente ti posso dire che le mie band culto sono The Cure e Tool, ma da quando mi sono avvicinata alla musica ho ascoltato davvero di tutto, dal Metal più estremo alla Classica. Le uniche cose che non riesco davvero ad ascoltare sono quelle finte e costruite che continuano a rifilarci i media. Il nostro batterista ha una formazione jazz e rock/alternative con tendenze elettroniche, suono con un bassista pazzo per la progressive ed un chitarrista che ha una passione sfrenata per il punk-hardcore. Bene, questo è tutto: vi ringrazio per la disponibilità e vi auguro buona fortuna per tutto! Potete concludere l’intervista come volete… Ringrazio di tutto cuore Eliot e Hardsounds per lo spazio che ci hanno dedicato! Spero che rimarrete piacevolmente sorpresi dal nuovo lavoro (anche se ci sarà da attendere un pò ;D)! Tutti i lettori che vogliono tenersi in contatto con noi o informarsi sui nostri concerti possono seguire il link del nostro space: www.myspace.com/theshiverband A presto, Faith The Shiver

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