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SERPENT OMEGA

Con 'II' i Serpent Omega, combo svedese dedito ad uno sludge/doom metal dalle tinte molto fosche e pesanti, proseguono sulla strada della maturazione con un disco di non facile assimilazione, ma dall'impatto devastante ed immediato. E a conferma di quanto il quartetto badi molto al sodo, preferendo in pratica esprimersi attraverso la musica, abbiamo incontrato una band non proprio loquace, ma sempre diretta e decisa.

Ciao e benvenuti su Hardsounds. Partiamo subito con la vostra musica ed i generi che la caratterizzano (doom, sludge, black). Quali sono le band che vi hanno influenzato maggiormente? Brief: Black Sabbath, Sleep, Grief, Iron Monkey, Melvins.

In fase di recensione ho definito il vostro stile come una sorta di doom/sludge moderno corroborato da una una precisa attitudine black e crust. Sono stato troppo azzardato? Brief: Uhm, non badiamo molto ai generi, nel senso che non ce ne preoccupiamo. Siamo felici di quello che alla fine viene fuori naturalmente.

Urskog: Oh, si. I generi non ci appassionano. Componiamo quello che noi pensiamo suoni "heavy".

Il punto cruciale dei vostri brani è sicuramente la voce. Urskogr dona un certo appeal ai brani; riesci a ben cogliere tutta l'impetuosità dell'hardcore e del black durante la fase di "screaming", mentre nelle parti con voce "clean" emerge una certa atmosfera magica che evoca i demoni insiti nella tua anima. In poche parole: componete nello specifico pensando alle sue capacità vocali? Brief: Non proprio. Scriviamo musica per tradurre in note quello che proviamo dentro, non per renderlo funzionale alla sua voce.

Urskogr: tutti i membri della band portano il loro contributo in fase di scrittura. Ma conta davvero quello che poi riusciamo a ricreare insieme in quanto a band.

Se dovessi scegliere un brano del disco che più vi rappresenta, l'ideale sarebbe "Through The Gates", canzone che miscela in maniera perfetta hardcore e crust con l'irruenza black che marca a fuoco l'incedere del brano. Stranamente, sembra quasi un intreccio che paradossalmente ricorda l'approccio di un prog rock album. Sbaglio? Brief: Uhm, non l'ho mai pensata in questo modo, e certo non ascolto prog rock, ma forse hai ragione [ride, ndr]

Urskogr: Ci senti quello che vuoi, ed è giusto che sia così. Non credo si tratti in qualche modo di prog; ripeto, però, noi non badiamo molto ai generi.

Per quanto concerne sempre la domanda precedente, ho notato che i vostri brani (vedi in particolare “Orog Nuur” o “Land Of Darkness”), sono strutturati su una suddivisione dei riff che rimandano a diverse influenze; Come nasce il processo di scrittura? Brief: Io e Jonsson scriviamo i riff, poi tiriamo fuori le idee e proviamo a metterle insieme durante le prove.

Chi scrive i testi ed in che modo eventualmente vi influenza quello che leggete? Brief: ci occupiamo tutti dei testi, e Urskogr di solito ci mette il tocco finale per rendere il testo più scorrevole per le parti cantate.

Urskogr: Oh, si. Credo di avere lavorato a lungo sulla maggior parte dei testi su questo disco, ma sul lavoro precedente credo di avere contribuito su una sola canzone. A volte Brief o Jonsson presentano frammenti di testi che poi io stessa riscrivo e modifico. In altre occasioni i testi vengono fuori da un semplice scarabocchio. Nel complesso, però, davvero conta molto poco chi fa cosa...

Devo ammettere che la prestazione di ognuno di voi è eccellente, così come il mixaggio del disco. In una proposta così oscura e rude come la vostra non è certo l'obiettivo principale quello di badare molto ai suoni cristillani, e di conseguenza dare la dovuta esposizione ad ogni singolo membro. E' l'obiettivo a cui volevate arrivare? Brief: Immagino di si. Abbiamo tutti fatto un lavoro eccellente, Jonsson in merito alla registrazione, Robert Pehrson per il mixing e Magnus Lindberg per il mastering.

Riguardo alla situazione che stiamo vivendo, il COVID19 ha reso la vita difficile, se non impossibile alla musica dal vivo. Cosa dovrebbe fare una giovane band come la vostra per affrontare questo periodo oscuro? I social potranno accorrere in vostro aiuto? Urskogr: Dobbiamo tutti adattarci alla situazione, sia chi fa concerti, sia chi vi assiste. E l'unico modo al momento per ovviare al problema sono i concerti in live streaming. Meglio di niente alla fine. Certo non potrà mai essere paragonato all'esperienza dal vivo, ma dovremo farcelo bastare per adesso.

Bene, è tutto. Grazie per il vostro tempo. In chiusura: c'è una domanda che non vi ho posto e che vorreste vi avessi fatto? Urskogr: Uhm, no. Le interviste non sono mai facili per nessuno. Per quanto mi riguarda, essendo una persona molto introversa, direi sono felice di avere dovuto rispondere a nove domande e non a venti...[ride, ndr].

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