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SABBATH BLOODY SABBATH: Dalla coca alle stelle

Black sabbath sbs

Ci pensate che Lemmy è morto? Io l'ho realizzato veramente, l'ho accettato solo quando ho visto questa immagine, diversi mesi dopo. E mi è venuta una stretta al cuore. Un'umana reazione che per quanto mi riguarda sarà molto più dolorosa quando l'ineluttabile destino toccherà ai vari soggetti che menzionerò in questo testo. A loro è dedicata, sin da ora, la mia piccola escursione nel passato, andando a rimestare la genesi di un album che, pur essendo ritenuto un grandissimo lavoro, per i fan dei Black Sabbath generalmente si piazza sempre e comunque "dietro i primi quattro", soprattutto perché ha qualcosa di diverso al suo interno e veniva dopo un poker d'assi che definire fondamentale è riduttivo. Se avete il disco, mettetelo sul piatto. Altrimenti schiacciate play qua sotto.

'Vol. 4' fu registrato a Los Angeles e i Black Sabbath erano rimasti molto felici dell'esperienza e del risultato, tanto da volerne ricreare in tutto e per tutto l'atmosfera. Estate del 1973. Stessa casa in affitto, di nuovo ai Record Plant Studios. Tuttavia la scintilla non si accese. Saranno state le sostanze di cui abusavano in quantità industriale, sarà stato lo stress accumulato nella ripetizione della routine scrittura-registrazione-tour, o magari entrambe le cose, fatto sta che le difficoltà di Iommi diventarono ben presto le difficoltà dell'intera band. Sentiva che gli altri trascuravano troppo l'aspetto del lavoro sui pezzi, facevano troppo affidamento su di lui, sul leader della band. Il "tanto ci pensa Tony" era un matra ripetuto spesso, ma che -con l'arrivo al successo- stava inziando a logorare il chitarrista.

"Quando siamo diventati più popolari, la situazione ha cominciato a scapparmi di mano. E se nessuno avesse mantenuto il controllo, tutti avremmo perso il controllo. Se stavamo lavorando in, studio e decidevano di andare al pub, andavano al pub. Se c'era qualche passaggio particolare sul quale avevo bisogno di riflettere per escogitare qualcosa, magari anche per un quarto d'ora, si spazientivano e si dicevano l'un l'altro: Beh... andiamo a farci un drink? [...] Se non hai nessuno col quale scambiare idee, diventa quasi impossibile, e io non avevo più interlocutori" (Tony Iommi)

Sentendo anche altre campane, i problemi furono anche altri. Ozzy e Geezer affermarono che durante lo spettacolo all'Hollywood Bowl, nel settembre 1972, Iommi era collassato sul palco. Il resto del tour di conseguenza era stato cancellato. Del resto, se proprio uno come il Madman dice che Tony era andato davvero oltre, nel farsi di cocaina in quel periodo, forse bisogna credergli. Ecco cosa portò alla situazione di stallo. Bel Air, stessa situazione in cui era stato creato il disco precedente, tutti aspettavano che Iommi facesse il primo passo, che desse il via alle danze, ma le cose non funzionavano più per lui. Il classico crampo dello scrittore, col senno di poi. Il ritorno in Inghilterra fu tristissimo e si proiettavano già ombre molto dense sul futuro del gruppo. Due settimane dopo i quattro si rinchiusero nel Castello Clearwell, nella foresta di Dean, nel Gloucestershire, alla ricerca della perduta ispirazione. Bisognava iniziare a lavorare seriamente sul quinto capitolo della storia dei Black Sabbath, tra le mura che avevano visto nascere 'Burn' dei Deep Purple e qualche anno dopo avrebbero aiutato a generare anche 'In Through the Out Door' dei Led Zeppelin.

Il maniero era oltremodo lugubre, in particolar modo le prigioni e le sale d'armi. Come poteva non essere infestato? L'autosuggestione, gli scherzi crudeli, i racconti sugli spettri che lo abitavano, Ozzy che una notte prese fuoco addormentandosi davanti a un camino carico di legna come piaceva a lui, Bill Ward terrorizzato che vagava per i saloni armato di coltello... Se volevano una atmosfera particolare, l'hanno trovata, e come! In quell'ambiente venne fuori, come un fulmine a ciel... poco sereno, "il riff che salvò i Black Sabbath", ossia quello portante di "Sabbath Bloody Sabbath".

"Abbiamo messo gli strumenti nei sotterranei [...] dopo aver scritto "SBS" tutti i riff hanno iniziato a uscire. Abbiamo iniziato a usare anche i sintetizzatori, musicalmente siamo andati su un altro livello". (Tony Iommi)

Le registrazioni avvennero ai Morgan Studios, a Willesden, zona nord di Londra. Sul libretto si legge "directed by: Patrick Meehan", ma Iommi, nella sua autobiografia, spiega che la sua "direzione" fu davvero minima, se non nulla, poiché aveva altri gruppi da gestire e i Sabs non erano la sua attività principale. Si può dire che fu ufficiosamente un disco autoprodotto. Sintetizzatori, archi, tastiere, arrangiamenti più complessi: la band aveva ideato tutto da sé. La title track, oltre a quel riff epocale, si scioglie e diventa melodica nel ritornello, creando i chiaroscuri sempre cercati Iommi. Il testo della canzone, ad opera di Geezer, fa "The race is run the book is read / The end begins to show / The truth is out, the lies are old / But you don't want to know". Che sia un riferimento al pantano da cui erano appena usciti?. Anche gli altri contribuirono al songwriting. Ozzy comprò un sintetizzatore all'ultimo grido, complicatissimo da usare, ma riuscì a tirar fuori un suono decente. Ed è quello che possiamo ascoltare in "Who Are You?". Geezer invece ha dato una grossa spinta per "A National Acrobat". Il riff iniziale è suo, il primo utilizzato per una canzone dei Black Sabbath. Altra traccia da antologia è "Sabbra Cadabra", in cui suona un certo Rick Wakeman degli Yes. Un amico della band, che fu pagato in birra perché rifiutò ogni altro tipo di pagamento. Se siete curiosi di sapere cosa vogliono dire le voci filtrate di Ozzy verso la fine della traccia... beh sono solo parolacce, oscenità, sproloqui e insulti. Nel caso vi venissero a dire che sono messaggi satanici avete la risposta pronta. Bisogna infine citare l'opera visiva di Drew Struzan, lo stesso artista di 'Welcome To My Nightmare' di zio Alice Cooper, che bisogna guardare nella sua interezza. Da un lato il male, dall'altro il bene. Ok, la mia analisi latita di profondità, magari gli amici di Art Over Covers potranno dirci qualcosa in più.

La copertina preferita di Bill Ward, che anche lo stesso Ozzy apprezzò molto. Tra i discepoli e musicisti (innumerevoli) che hanno incensato 'SBS', merita di essere citata la testimonianza di James Hetfield, che scoprì la musica dei Nostri proprio grazie a questa immagine, trafficando tra la collezione di dischi di suo fratello. Insieme a 'Heaven and Hell', 'Sabbath Bloody Sabbath' è uno dei dischi preferiti di Tony Iommi. Secondo Ozzy si trattò dell'ultimo grande album dei Sabbath, l'inizio della fine per quanto riguarda le relazioni musicali e artistiche dei musicisti. Ma questa è la celebrazione di una rinascita a seguito di un breve periodo buio. E nulla di più grande, sconvolgente e massiccio fecero subito dopo i quattro di Birmigham, se non il mastodontico California Jam dell'aprile 1974. A voi "Killing Yourself To Live" davanti a duecentomila persone.

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