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EDITORIALE: The great rock'n'roll swindle

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Nei giorni scorsi si è svolto quello che da qualche anno è uno dei migliori festival d'Italia, da parte dell'etichetta che nel rock melodico e nell'hard n' heavy sta dando davvero tantissimo in termini di qualità: stiamo parlando del Frontiers Rock Festival. Uno sponsor (in senso atecnico) sui social network è stata una foto di Roby Facchinetti, membro storico dei Pooh, che se la spassava alla grande con suo figlio. Sappiamo tutti che il tastierista ha sempre apprezzato la nostra musica preferita, partecipando anche a diversi altri concerti come il Gods of Metal. Sappiamo anche che la musica dei Pooh è molto meno stupida di quanto il metallaro medio (egli sì stupido) possa pensare, con richiami innumerevoli all'AOR e al prog. E quindi se per qualcuno sarà una notizia, per altri sarà solo una conferma di una linea di pensiero da ammirare, quella che mette sullo stesso piano tutti i generi di musica. Quella dovrebbe essere la regola, una pari dignità che non deve fare scandalo. In quest'epoca di settorializzazione estrema e di creazione di millemila sottogeneri invece si tratta ancora di un'eccezione. Perché fa clamore il blackster da garage che, finite le prove con la band, indossa il vestito e va a teatro ad assistere alla rappresentazione de 'La Cavalleria Rusticana'? Si tratta di vero e proprio tradimento? O è effettivamente mortificante annichilirsi su un singolo genere o una singola esperienza?

La foto del Facchinetti fa riflettere anche da un altro punto di vista. Allarghiamo il discorso. Fare musica è un lavoro: per i cantanti di ultimo grido come per gruppi metal ben più efferati. Se come abbiamo visto ci sono persone che lavorano nel pop e amano il rock, è possibile anche il contrario? Io mi faccio sempre questa domanda quando sento un pezzo alla radio, o nei negozi, o ovunque sia: a questo tizio che sta facendo i suoi gorgheggi canori piace quello che sta facendo? Ok, è in rotazione ossessiva su tutte le emittenti, ma è felice di quello che fa? Se i soldi fanno la felicità, la risposta sarà sempre positiva. Altrimenti le cose si complicano. E quindi possiamo anche vederla come una catena di montaggio, spietata e fredda. Un metateatro fatto di innumerevoli maschere. Fin qui, cari miei metallini annoiati, avrete pensato "e chi se ne frega". Ma fate attenzione che il discorso può riferirsi anche al vostro immacolato ambiente fatto di principi, di proclami e infine grandi e grosse prese in giro. Si parlava della grande truffa del rock 'n' roll riferendosi al manager Malcolm McLaren e ai suoi Sex Pistols, no?

Magari anche da noi ci sono dei fenomeni simili, anzi, siamo realisti: togliamo quel "magari". Tutti i gruppi metal che stanno avendo successo, che lo hanno avuto e lo avranno, amano i loro pezzi? Seguono la logica del "registro quello che mi pare e piace" o ci sono tante altre prospettive e dettagli da considerare? Pensateci bene. Cosa fareste se l'alternativa fosse tra lo snaturare un brano con le tastiere sapendo che tutti ne andranno pazzi o continuare a vomitare nel microfono tutte le proprie interiora, suonando per pochi affezionati? Lo stesso vale per altro, come ad esempio i cambi di formazione. Ogni riferimento alla vicenda AC/DC è puramente voluto e siete degli inguaribili nostalgici, per non dire ingenui, se veramente credevate che potessero sostituire Brian Johnson col primo sgolato che gli passava sotto casa. Ma torniamo a noi. State certi che questi dilemmi sono all'ordine del giorno e i gruppi che hanno propenso per la prima strada del bivio e l'hanno imboccata in pieno sono più di quanti crediate, forse li state ascoltando proprio in questi attimi. E sono storie interne, intime e persino scabrose a volte, che è bene che si sappiano il più tardi possibile, o che non si sappiano proprio, proprio per preservare una certa distanza tra la creazione musicale e i suoi autori e il fan, che da questo punto di vista è per fortuna ineliminabile. Per quanto tutti i musicisti abbiano Twitter e Facebook e si cerchi di colmare il divario comunicativo, a volte si eccede nella logorrea, comunicando cose che non sono di minimo interesse o peggio creandosi altre maschere, cosicché non sono il musicista avrà quella da palco, ma anche quella per i rapporti col pubblico. Quindi di fatto tutta è una grande menzogna? Al netto di tutto ciò, resta solo la musica.

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