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XANDRIA: Theater Of Dimensions

698 xandria cmyk 1

data

13/02/2017
70


Genere: Symphonic Metal
Etichetta: Napalm Records
Distro: Audioglobe
Anno: 2017

Con il precedente album ‘Sacrificium’, e con l’EP ‘Fire And Ashes’, i tedeschi Xandria hanno ormai consolidato il loro stile musicale già intrapreso durante ‘Neverworld’s End’ con Manuela Kraller alla voce. Anche loro sono pienamente entrati nell’universo symphonic metal, e sembrano stazionarci anche negli anni a venire. Il supporto creato dalla presenza della bella Danne Van Giersbergen ha sicuramente dato nuova linfa alla band, e grazie alla sua figura Marco Heubaum e compagni hanno cercato di creare delle musiche che valorizzassero appieno le sue elevate doti di cantante. ‘Theater Of Dimensions’ è un album che gli amanti di questo genere aspettavano con particolare ansia. E sicuramente a loro questo disco non lascerà indifferenti, essendo un lavoro che si lascia ascoltare in tutta la sua interezza e non si rivela particolarmente pesante, nonostante le soluzioni pompose e scenografiche non manchino di certo.  La sensazione principale che balza all’orecchio dell’ascoltatore è che però in questo disco ci si avvicini un po’ troppo ai Nightwish & Epica sound, come arrangiamenti, come ritmiche ed in parte anche come impostazione delle parti cantate. Nonostante le indiscusse ed indiscutibili qualità della Van Giersbergen, non risulta molto difficile accostare la sua timbrica e la sua interpretazione a quella di Simone Simons e di Floor Jansen; d’altra parte in pezzi come “Where The Heart Is Home” e soprattutto “Dark Night Of The Soul” si raggiungono alti livelli di impatto atmosferico di qualità compositiva ed artistica, grazie ad una prestazione vocale di Dianne da batticuore. Inoltre i virtuosismi musicali in stile fantasy ricordano molto le soluzioni della band finlandese: si possono rimarcare a tal proposito “Ship Of Doom”,  ed in particolare “Forsaken Love”, un lento sinfonico dove spiccano le uillean pipes in perfetto stile Troy Donockley. La voglia di essere comunque personali agli Xandria non manca di certo, provandoci con la proposta in inserire uno strumentale come “Céili” che strizza l’occhio ad un folk danzereccio unito a passagi di metal melodico particolari ed avvincenti. Ed anche nella sostenuta “Burn Me” troviamo un bel metal dove i passaggi vocali dell’ospite maschile, vale a dire Zaher Zorgati dei Myrath, ben si amalgamano con quelli più lirici di Dianne. E forse grazie all’intenzione di mantenere una propria originalità ed identità si raggiungono i picchi massimi di ‘Theatre Of Dimensions’. “Death To The Holy” mostra una band dove Dianne prende di prepotenza assoluta le redini del discorso ed interpreta il brano con cavalcate vocali coinvolgenti portandosi d’apprezzo tutta la band che l’accompagna al ritmo che la florida cantante impone, sorreggendola con ritmiche veloci e sostenute. Ed infine, molto bella la title-track conclusiva, una suite di circa 14 minuti in cui si mescolano, epicità, gusto sinfonico, suoni da battaglia, assoli musicali di sicuro affidamento, e dove la partecipazione di Henning Basse dei Firewind alla voce maschile, e delle narrazioni di Joost Van Den Broek danno quel tocco gustoso in più. È il brano che si associa di più alle immagini dell’album, dove sembra che il sottomarino raffigurato in copertina prenda forma e i personaggi al loro interno lo guidano verso dimensioni lontane. Questi due brani si configurano come le tracce migliori dell’album. È sicuramente un symphonic metal importante ed interessante, ma sembra che gli Xandria stentino un po’ a trovare la loro giusta identità che li faccia davvero emergere e spiccare rispetto alle band colleghe. Con questo non vogliamo dire che sono un clone di Nightwish, Epica, Within Temptation e compagnia bella, dato che non crediamo sia loro intenzione copiare la loro musica; ed inoltre, anche se alcune loro soluzioni possono essere simili a quelle delle band succitate, è allo stesso modo chiaro che la band le suona e le interpreta con la giusta qualità ed il giusto impegno. È anche vero d’altronde che la presenza di Lisa Middelhauve, nel passato, ed in particolare la sua tipica voce e le linee musicali di Marco Heubaum e soci si rivelavano più distintive e personali, in sostanza era più visibile il loro marchio. Archiviata quell’esperienza, è giunto il momento di dire agli Xandria di riacquisire quell’identità, tenendo ben salde le doti di Dianne Van Giersbergen e della band, ma cercando di produrre un’idea di musica e di symphonic metal che faccia esclamare al pubblico: “Ecco! Questi sono gli Xandria!”.

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