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THE LONE MADMAN: Let The Night Come

data

06/10/2019
80


Genere: Doom Metal
Etichetta: Saturnal
Distro:
Anno: 2019

Esordio discografico per i doomster finlandesi The Lone Madman che vengono a noi con questo primo album composto da sole quattro tracce corpose dalla durata media di dieci minuti. L'encomiabile artwork di copertina ci proietta già in una dimensione crepuscolare intrisa di pathos e misticismo; i nostri stilisticamente si destreggiano con maestria tra presente e passato, creando un mix di sonorità interessanti e connotate da elementi personali. Il primo brano che si staglia come un proclama, 'Let The Night Come', ha il compito di aprire le danze di un cerimoniale i cui toni epici sembrano fin da subito essere l'elemento chiave dell'intero lavoro. Le chitarre di Raunio e Inkilä snocciolano riff pachidermici e granitici che non lesinano un certo gusto per la vena melodica e malinconica che viene intarsiata sui monoliti portanti del brano che sfocia infine in un chorus ampio e solenne. In "The Downfall" i tempi si dilatano ancora di più, i riff diventano più slabbrati e il lirismo raggiunge il suo apice di espressività e di profonda epicità. Il quartetto finlandese dimostra di aver fatto tesoro delle lezioni impartite dai vicini cugini svedesi Candlemass, patroni del doom metal europeo, ma non solo da questi; "Häxan" infatti sembra trasmettere tutta l'epicità dei Manilla Road, strizzando l'occhio anche a sonorità prog rock settantiane con il suo frenetico assolo di flauto alla Jethro Tull. Con "House of Mourning" il quartetto cala il pesante drappo purpureo del sipario e sceglie di farlo proprio con il brano più lungo del platter. Una lunga orazione funebre di quasi tredici minuti dove ancora una volta il ruolo predominante è affidato all'ugola espressiva di Turkka, nell'occasione accompagnato e coadiuvato da un ensemble di cori liturgici. Ma il brano, seppur lungo, possiede una serie di sfaccettature che come un prisma offrono uno spettro alquanto ampio di colori e sfumature; dai toni rituali si passa ad un mid tempo granitico e sostenuto che fa da base ritmica portante ai pregevoli soli ben strutturati con ottimo gusto melodico. Malgrado la lunga durata di ogni singolo brano, questo 'Let The Night Come' riesce a tener ben salda l'attenzione dell'ascoltatore grazie soprattutto alla maestria nel creare le giuste atmosfere e alla grande quantità di idee sapientemente sviluppate in sede compositiva che risultano sempre azzeccate e vincenti.

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