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STARSICK SYSTEM: Lies, Hopes & Other Stories

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12/06/2017
75


Genere: Hard Rock, Alternative Rock
Etichetta: Pride & Joy Music
Distro: Comeback Media
Anno: 2017

I friulani Starsick System sono entrati fin da subito alla ribalta del panorama rock italiano con gran bel debutto ‘Daydreamin’ di due anni orsono, e dopo aver battuto una serie di palchi importanti in giro per l’Italia, tornano con il loro secondo lavoro ‘Lies, Hopes & Other Stories’, realizzato grazie al nuovo accordo con la tedesca Pride & Joy Music. Il nuovo lavoro si presenta con una copertina davvero bella e ben curata, al pari dei contenuti musicali che sono altrettanto interessanti. L’album si apre con una intro intitolata “Nebolous” che sembra adatta a produzioni di stampo power sinfonico, e che, a dire la verità, sembra collegarsi poco con l’hard rock della band friulana, e con il rock in generale. Infatti, dopo la intro, partono subito in quarta con una bella tripletta rock che mostra una band assolutamente presente e convincente, con strutture musicali e ritmiche ben quadrate e dirette al punto, merito di un lavoro di squadra di alto livello. Si nota come i ragazzi si distacchino un po’ dai territori vicini agli Alter Bridge e solcati nell’album di debutto, per avvicinarsi invece a gruppi come Shinedown o Monster Truck, ugualmente vivaci ma meno oscuri della band di Tremonti, Kennedy and co. Questa distanza si nota anche dall’approccio vocale da parte di Marco Sandron, il quale in precedenza era solito usare registri accostabili a quelli micidiali e lampanti di Myles Kennedy, per prendere in questo caso direzioni più personali e più vicini a ciò che vuole far uscire dal proprio interno. Come detto, questa direzione è ben percepibile fino a “The Sinner”, per arrivare a “The Promise” dove l’aurea degli Alter Bridge torna a farsi più presente, seppur parzialmente, e dove si alternano ritmiche serrate come i primi brani, a momenti più melodici e più rilassati. Ci si rilassa un attimo con un bel brano acustico come “Everything And More”, dove la voce vissuta di Sandron viene espressa in tutta la sua pienezza; dopodiché si torna a combattere con l’audace rock moderno di “Come One, Come All”, brano molto denso e avvincente, seguito da un brano ancora più aggressivo come “Perfect Lie”, a confermare quanto vigore e quanta voglia hanno in corpo i ragazzi friulani. Altro momento di respiro e di riflessione comune con “Hope”, aperta da una base di tastiere campionate per poi svilupparsi con tutta calma in un rock smaccatamente melodico che può rischiare davvero di trafiggere parecchi cuori grazie alla calda performance di Sandron ed alle chitarre adeguatamente liftate dello stesso Sandron e di David Donati, autore quest’ultimo di un gran riff nel mezzo. Infine, non dico che gli Starsick System possano portare… ecco… sfiga. Lungissimo da me!!! Piuttosto consideriamo la conclusiva cover di “You Know My Name” di Chris Cornell un doveroso omaggio ad un grande artista, nonché punto di riferimento di molte rock band emergenti e non, italiane ed internazionali, ed eseguita senza stravolgere l’originale, mantenendo quindi in linea sostanziale la struttura originaria. In molti brani dell'album, i cori e le seconde voci presenti sono risultate perfettamente in sintonia con le strutture complessive, e danno quel tocco godereccio e festaiolo che serve per rendere maggiormente coinvolgente una proposta musicale già convincente. Nonostante una buona produzione da parte dello stesso batterista della band Ivan Moni Bidin, non si riesce a percepire alla stessa maniera del precedente ‘Daydreamin’ il basso di Valeria Battain, ed è un peccato date le notevoli doti musicali della bella bassista, così presente sia nell’album di debutto, che nelle esibizioni live dove la sua presenza, il suo piglio e la musica proveniente dalle sue corde di basso sanno fare la differenza. Questo appunto, come anche la scelta un po’ discutibile dell’intro, sono dei dettagli che alla fine non scalfiscono più di tanto un lavoro intriso di rock dalla prima all’ultima goccia, e che rende gli Starsick System perfettamente in linea di galleggiamento ed ampiamente presenti nel circuito underground rock che conta.

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