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SOIL: TRUE SELF

data

19/04/2006
60


Genere: Hard Rock
Etichetta: DRT Records
Anno: 2006

I Soil avevano assaporato il successo grazie al valido "Scars" un concentrato di nu-alternative rock estremamente irruento e urgente ma corroborato da ottime melodie e trainato dal singolo "Halo", il successivo "Re-Difine" aveva, invece, ricevuto un accoglienza più tiepida portando anche all'abbandono del carismatico singer Ryan McCombs involatosi verso i Drowning Pool. Oggi i Soil ritornano con un nuovo cd ("True Self") ed un nuovo singer A.J. Cavalier, nel tentativo di riconquistare quella fetta di pubblico alternative che ne aveva decretato il successo, ci riusciranno? Tanto per cominciare "True Self" segna una ulteriore "melodicizzazione" del sound dei Soil e questo non sarebbe un male se non fosse che ciò che rendeva speciali Soil era proprio la carica "ignorante" e "belluina" che animava le loro canzoni; in "True Self" tale carica viene "controllata" a favore di un approccio più aperto e melodico, allo stesso tempo emerge in maniera evidente come i Soil abbiano ascoltato con attenzione i Taproot di "Blue Sky Research" e i Drowning Pool di "Desintesized", dato che il loro sound sembra la fusione di questi due riferimenti musicali. Il problema è che i Soil non hanno nè il calore e la passionalità dei Drowning Pool, nè la tecnica e versatilità musicale dei Taproot e ciò che li distingueva era proprio la loro "aggressività genuina". In "True Self" si assiste ad un continuo tentativo di far convivere il"vecchio" sound dei Soil, con melodie che sembrano prese di peso dalle due band citate, col risultato di falsare un pò il tutto. A.J. Cavalier si sbatte come un matto e canta molto bene, così come la band non manca un colpo, ma il problema che il tutto sembra "forzato", come se i Soil avessero voluto a tutti costi infilarsi in quella "terza via" del nu-alternative che molti consensi sembra ora ricevere. Così brani come "Let Go", "Jaded" e Give It Up" seppur piacevoli ed immediati suonano falsi e vuoti, senza mordente, quasi che la band avesse voluto forzarsi contro natura a suonare in tal modo. Non posso certo dire che "True Self" sia una schifezza, ma certo non è un disco che mi abbia impressionato positivamente e soprattutto mi chiedo come i Soil sperino di competere, con armi che non gli sono proprie, con band che in questo campo sono delle specialiste; il consiglio è comunque di dare un ascolto a tale cd ma se cercate i vecchi Soil qui non ne troverete che una pallida e "falsa" traccia.

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