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SINBREED: Master Creator

data

25/02/2016
67


Genere: Power Metal, Speed Metal
Etichetta: AFM Records
Distro:
Anno: 2016

Quello che doveva essere essenzialmente un estemporaneo side-project del duo dei Blind Guardian Frededrik Ehmke (batterista) e Marcus Siepen (chitarrista, che però si è defilato dedicandosi esclusimamente nell'attività con i 'Bardi' di Krefeld) è divenuto a tutti gli effetti un qualcosa di continuo dato che sorprendentemente i Sinbreed sono arrivati alla terza uscita discografica. Praticamente niente è variato rispetto alle release precedenti, il solito power metal dagli spiccati tratti teutonici sempre rivolto verso lo speed, dove le influenze della band di Hansi Kursch e degli Helloween si equivalgono, diciamo che in questa circostanza i ragazzi cercano di porre maggior enfasi sulle melodie dei chorus ben esaltate dalla voce maschia e assai roca di Herbie, agli antipodi rispetto a cantanti appartenenti allo stesso filone come Tony Kakko o Timo Kotipleto. Mixato e masterizzato in maniera eccellente da Marcus Teske, 'Master Creator' si propone subito in maniera molto diretta con brani dalla spiccata velocità, tuttavia già dall'iniziale "Creation Of Reality" viene alla subito alla luce quello che è l'unico ma rilevante limite, ossia il voler rifarsi troppo a schemi precostituiti. Ci si esalta con "Behind A Mask" dal mood maideniano e con la successiva "Moonlit Night" dove le ritmiche telluriche vengono alternate da gustosi fraseggi chitarristi e da ricami solisti che donano una particolare atmosfera al brano. In mezzo a tanto vigore atletico arriva, non del tutto inattesa, una ballad tutt'altro che melensa in cui il vocalist fa bella figura interpretandola con un certo garbo, molto apprezzabile anche "The Voice" con l'incipit che richiama alla mente la mitica 'Kill The King' per poi sfociare in un chorus alla Gamma Ray. Tirando le somme, abbiamo a che fare con tre quarti d'ora di musica da buttar giù anche tutta di un fiato, roba certo non originale, ma che si rivela piacevolissima da ascoltare dove i musicisti, senza compiere chissà quali sforzi, sanno sempre dove mettere le mani nel tirar fuori i giusti riff combinandoli con melodie dall'efficacia assicurata; bisogna altresì tener presente che questa produzione è intercambiabile con le altre due precedenti e le fonti ispirative sopra citate prendono spesso il sopravvento: per il futuro pretendiamo dai Sinbreed personalità e non un collage, per quanto ben eseguito.

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Commenti

  • Frago

    Non so perché, ma mi sta piacendo tantissimo. Lo sto ascoltando come una droga. Eppure sembra un disco talmente semplice.

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