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SEX: CARNIVAL OF ROCK

data

28/07/2007
80


Genere: Street Glam
Etichetta: Autoprodotto
Anno: 2007

Dalle profondità dei fumosi scantinati bresciani escono infine i Sex, realtà locale ormai affermata ed apprezzata, per proporre uno Street Glam purosangue: il ritorno degli anni '80, signori miei, in piena regola (basti pensare ai pantaloni zebrati... spettacolo!). Chi si chiedesse di cosa stiamo parlando, può andare a ripassare un po' di storia tra Skid Row, Bon Jovi, Aerosmith, eccetera eccetera. Chi invece ha capito di cosa si parla, saprà anche già se può apprezzare o meno. Dunque, trattasi di disco autoprodotto, quindi pregi e difetti sono tutti imputabili alla band; nello specifico, i difetti sembrano riguardare prevalentemente alcuni passaggi non proprio pulitissimi in termini di suono. Il solito vecchio discorso: se hai i soldi per registrare nello studio più caro e professionale al mondo, sei a cavallo; in caso contrario, spera che i tuoi pochi risparmi fruttino un buon lavoro. Nel caso di "Carnival Of Rock" si può dire che il lavoro sia più che dignitoso: a parte le suddette sbavature (esempio più eclatante sono i cori sulla ballad "Just 4 U"), nel complesso il disco è decisamente ben riuscito: suoni buoni (anche se, appunto, non eccezionali), brani validi, voglia di divertirsi facendo un prodotto serio. Le premesse per un ascolto soddisfacente ci sono tutte. Per quanto riguarda i singoli pezzi, la prima segnalazione è l'opener (la prima traccia è un'intro) "Baby K'mon", gran pezzo graffiante da sentirsi a tutto volume, con liriche catchy ma non banali e ritmiche potenti; un filo meno convincente è la seguente "Burn In My Fire" (chorus troppo simile alla precedente, forse?), ma "Dirty Rock 'n Roll", con i suoi riff e fill ritmici trascinanti, risolleva subito le sorti del disco a livelli ottimali. La ballad "Just 4 U", cui si accennava prima, rappresenta appieno la classica ballad Stree-Glam: il classico pezzo strappamutande (sì, strappamutande, non strappalacrime: il vero glamster deve trombare, mica commuovere!). Lo stacco è affidato alla strumentale "Xedanlaar", pezzo tipicamente alla Extreme periodo "Waiting For The Punchline", che introduce l'onirica "The Right Rhythm". "Sweet Lady Gun (The Shakehead Song)" si sposta sul versante delle influenze blueseggianti (notevolissimo lo sposalizio tra ritmica ottantiana ed assolo settantiano): il risultato è un pezzo Hard Rock dalle tonalità più cupe rispetto al resto del disco, un interessante variazione al tema del Rock trascinante ed adrenalinico. Si torna subito in carreggiata con "Glam Thunder": chitarre rockeggianti e chorus d'impatto, questo è il classico pezzo da live act, nato per far urlare a squarciagola. Ballad numero due, spunta "Why Don't You Love Me", che come già osservato quando comparve sul demo richiama alla mente lo stile di "Since I Don't Have You" (la cover che apre "The Spaghetti Incident?" dei Guns 'n Roses). Passato il secondo momento strappamutande, ci si avvia a concludere: è il momento di "Sexy Man", e per concludere in bellezza cosa c'è di meglio di un chorus diretto, imperniato su una ritmica "quadrata" che rimane ben fisso in mente, con chitarre e basso a fornire una cornice immaginifica assolutamente da "street life"? Nulla, suppongo. Ed infatti la chiusura è degna del resto dell'album. Promossi a pieni voti, i Sex si confermano una solida realtà. E se appena ne avete l'occasione, endate a vederli dal vivo: non ne rimarrete delusi. Garantito.

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