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I SHALT BECOME: IN THE FALLING SNOW

data

16/02/2008
65


Genere: black/doom
Etichetta: No Colours
Anno: 2007

Riesumare vecchi album dimenticati nel tempo sembra un hobby molto in voga ultimamente presso la No Colours Records: dopo gli svedesi Moondark adesso tocca anche alla one man band americana (s)conosciuta come I Shalt Become. Premetto subito che black metal e USA è un'accoppiata che non ho mai apprezzato, ma in quetso caso mi sono dovuto ricredere, almeno in parte. Composto originariamente nel 1998 ma mai realizzato (indovinate perché...) questo disco si presenta come una versione più grezza e male assortita di 'Songs To Leave' dei nostri Forgotten Tomb ossia doom metal fortemente influenzato dal black metal (o "suicide BM" o "depressive BM" o qualsiasi altro abominio concettuale abbiate potuto leggere: le etichette variano, ma la sostanza è sempre la stessa). Ritmi oppressivi, lenti e trascinati da una canzone all'altra, le parti strumentali sono di assoluto valore, che ne siate fans (come me) o meno. Il senso della disperazione portata ai massimi livelli e di misantropia panica ci sono tutti, come si confà ad un genere nero come questo, tuttavia l'aspetto esteriore lascia parecchio a desiderare, per pensare di vendere qualcosa a tutti i non fans (che sono un'esagerazione, mi dispiace dirlo) di tale genere: Atteggiamenti assolutamente nichilistici e misantropici estremizzati fino al ridicolo da parte di S. Holliman, l'artefice di tali sounds (che si esprime nelle parti vocali con lo stesso risultato che avrebbe un bambino grasso di 5 anni imitando la voce di un Huruk-Hai...), una registrazione orribilmente scandalosa (il suono della cassa sembra una pulsazione cardiaca...) e il solito artwork scarso tutto nero con immaginette di scheletrini vari rendono l'approccio verso 'In The Falling Snow' molto ostico, sebbene abbia un valore qualitativo notevole.

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