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HEAVY LOAD: DEATH OR GLORY

data

15/04/2004
85


Genere: Epic Metal
Etichetta: Thunderload
Anno: 1982

La saga degli Heavy Load era già iniziata col mitologico EP Metal Conquest, ma le brillanti idee in esso contenute si realizzano pienamente per la prima volta nel secondo full lenght della band, dall'emblematico titolo (un po' meno la copertina...) "Death Or Glory". Heavy metal d'assalto, aggressivo di scuola tipicamente europea, temprato però da un amore per l'epicità che non aveva paragoni nel vecchio continente, se non in certe tentazioni di certe bands NWOBHM. Insomma, tutta farina del sacco degli svedesi, che avverano la profezia della grandiosa "Heathens From The North" sfornando una serie di veri e propri pezzi da novanta del nascente epic metal. Molto c'è ancora di hard rock e metal classico in questo disco: l'opener "Heavy Metal Angels" è uno dei più begli inni heavy della storia, ma già il suo break centrale, con tanto di struggente pianoforte e magnifico assolo centrale, ci fa capire che l'evocatività è una componente estremamente forte del sound targato Heavy Load. Peculiare poi l'alternarsi delle voci dei fratelli Wahlqvist e dell'axeman Eddy Malm, di modo che nello stesso disco sentiamo il feroce assalto di "Bleeding Streets", gli intermezzi corali di "The Guitar Is My Sword" e la toccante interpretazione di "Daybreak Ecstasy". Musicalmente, il disco è saldamente arroccato su coordinate heavy metal, l'epicità balena soprattutto nei chorus giocati su una formula vagamente ripetitiva, ma sempre vincente e funzionale. Giganteschi riff di chitarra, quadrati e ridotti all'osso, sono poi l'ossatura di un disco che è ancora estremamente laconico a livello espressivo, ma non manca certo di coinvolgimento. Difficile non nominare i tanti potenziali hit contenuti del disco, che ha ancora una piacevole attitudine settantiana giocata sull'immediatezza e sforna autentiche perle di metallo quasi da classifica come "Still There Is Time" a fianco di autentici monumenti di possenza come l'emblematica "Might For Right". La magnifica "Something New" ha molto dei conterranei Europe, il cui spettro trapela più volte a dispetto del sound grezzo e primitivo dei nostri. L'autentico inno dell'epic metal, "The Guitar Is My Sword", che già dal titolo racchiude tutto lo spirito di un genere, può infatti ricordare l'operato della band di John Norum, ma anche quello dei Queen per certe soluzioni corali adottate nel break... sta di fatto però che i principali maestri degli Heavy Load restano AC/DC, Judas Priest e soprattutto Rainbow, ma i vichinghi del True Metal riescono a rileggere le loro vecchie lezioni di musica pesante con una personalità invidiabile, che ha modo di farsi vedere non solo nell'attitudine assolutamente priva di compromessi, ma soprattutto nell'incredibile efficacia di trovate musicali mai mediate da eccessi di melodia, sempre e comunque devote al verbo del metallo pesante. Se vogliamo proprio trovare un difetto, possiamo imputare alla band di non aver fatto sempre le cose per bene in ogni singola canzone, e in generale di aver toccato livelli di eccellenza soltanto in due o tre dei brani citati... peccati veniali, insomma. Insomma, "Death Or Glory" può essere visto come una vera e propria raccolta di heavy metal hits, ma non nel senso Bonjoviano del termine, bensì in quello più true e incontaminato, fatto di sound grezzo, chitarre rombanti e cori venuti direttamente dal Valhalla. Se aggiungiamo a tutto ciò che gli Heavy Load sono stati a onor del vero la prima band heavy metal a mettere in musica l'immaginario vichingo, capirete perchè questo disco rappresente un autentico culto. "The Guitar is my Sword, I'll fight till I die, Rock'n'Roll is my Lord, till the very last sigh..." ci potrebbe essere frase più emblematica?

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