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GRORR: The Unknown Citizens

data

20/03/2015
68


Genere: Progressive Modern Death Metal
Etichetta: Vicisolum Producrions
Distro:
Anno: 2014

Per il terzo album i francesi Grorr scelgono una poesia scritta nel 1939 dal poeta inglese Wystan Hugh Auden, opera che presagiva al conformismo dell'uomo come singola figura, sola e illusa di vivere libera in una società preconcetta, dove la vita sembra essere il risultato delle nostre decisioni, dei nostri desideri, mentre altro non è che l'effetto legato alle logiche di un regime politico totalitario. Tanta roba insomma, riassunta e divisa in tre fasi: il Guerriero, il Lavoratore ed il Sognatore. Ma bastano pochi secondi dopo il play a farci pensare ad una cosa soltanto: <b>Meshuggah</b>. E già, davvero impossibile far finta di nulla. D'altronde lo schema sonoro creato dalla band svedese è talmente riconoscibile a tutti che chiunque provi a suonare in questo modo finisca stritolato dal paragone. Per cui, puoi anche definire il tuo suono come progressive death o technical modern metal, non c'è via d'uscita; a meno che non si decida di approfondire il più possibile l'ascolto, facendo caso alle tante sfumature che, per fortuna, albergano in questo 'The Unknown Citizens', e che a tratti, riescono a slegarlo da quei rigidi schemi che, da qualche anno, stanno soffocando i loro stessi creatori, secondo noi. Ed ora la musica. L'utilizzo di synth dalle forti tinte battagliere, suonato con l'effetto dei corni e dei tromboni,ricreano un bel contrasto con la potente precisione chirurgica dei primi tre brani. Nel secondo mini concept invece, l'impatto iniziale scema, lasciando spazio a qualche melodia in più, con un basso che ci porta in atmosfere vagamente Korn, ed un utilizzo della voce a tratti molto particolare. Nel mezzo un motivetto di tastiera uguale a 'Tainted Love', impossibile da non riconoscere. Poi di nuovo il basso, stavolta slappato, cambia nuovamente l'atmosfera del capitolo finale, quello del Sognatore, che risulta anche essere quello meno decifrabile dei tre, per fortuna aggiungiamo. In conclusione, l'ascolto del disco è consigliato, raccomandando quella giusta attenzione che ci ha permesso di non bocciarlo dopo pochi minuti.

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