CRYPTERIA: Crypteria
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22/05/2019Prima fatica discografica per gli statunitensi Crypteria, il cui omonimo disco si pone nella definizione di brutal death metal, con divagazioni strumentali progressive. Tanta tecnica strumentale, comparto vocale invece resta fisso nel micro mondo del brutal, risultando decisamente monotono a tratti. Tutti i brani si snodano tra ritmiche serrate ed imprevedibili, trame che si intrecciano e la cui unica costante resta una voce che dona una certa sicurezza per gli amanti delle tradizioni del genere della morte. Si può così vedere questa scelta come voglia di non voler stravolgere un sound che si snoda su un livello molto alto e che viene mitigato dalla potenza fine a se stessa dell’interpretazione di Bobby Warner. In tal senso, un punto che potrebbe sembrare debole, può avere una sua ragion d’essere. Il full-length è pregno di assoli di chitarra, sonorità che risultano nitide nonostante ci si trovi di fronte ad un’autoproduzione. Tutto viene reso egregiamente, senza avere cali o immaturità legate alla mancanze di una label. Professionale al 100%, Crypteria veleggia sicuro tra Decapitated, Cannibal Corpe, Myrkgrav e Dyscarnate, senza sconvolgere nulla di ciò che il filone ha trasmesso in questi anni, ma senza nemmeno sfigurare e risultare inadeguato. Come capita spesso, si viene travolti da un flusso di violenza che, nel caso precipuo, ha un non so che di chirurgico e preciso, senza cascare pedissequamente nel luogo comune o “nel fine a se stesso”. La strada da percorrere è ancora lunga, vedremo se riusciranno ad emergere in un contesto in cui è certamente complicato farsi notare.
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