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MOMBU

Release party per il secondogenito di questa tribù romana dedita all'afro grind, o se preferite vodoo grind; nella fattispecie, la spina dorsale della band, Luca Mai al sax (Ex ZU) e Antonio Zitarelli (Neo) alla batteria, si son fatti coadiuvare da Mbar Ndiaye (Tamburi Di Goree, Sunu Africa) percussionista di colore che ha donato quel tocco di multietnicità ad una proposta che di per sé già lo è, e dal Deus Ex Machina del grind, all'anagrafe Marco ‘Cinghio’ Mastrobuono (Buffalo Grillz, Orange Man Theory, tra gli altri). Arrivati con colpevole ritardo ci siam persi i primi quindici minuti, ritrovandoci catapultati in una sorta di jam session di oltre dieci minuti assimilabile ad un rituale sciamanico-orgiastico dove la tribalità delle percussioni la facevano da padrone. In realtà il nuovo disco non consiste in un nuovo lavoro, ma in una rendition dei pezzi del cd d’esordio ristrutturati in chiave sia più free form (anche se può sembrare un eufemismo) e dilatata sia strutturata in maniera più pesante; con l'aggiunta della cover "Zombi" di Fela Kuti a chiudere il tutto. Innegabile era quella sensazione di deja-vu che induceva il corpo a muoversi vorticosamente (pogare) consci della notorietà di brani quali "Stutterer Ancestor" più strutturati rispetto alle dilatazioni delle tracce precedenti. Un megariffone di estrazione industrial grind spacca l'aria, contrappuntato da percussioni esili che hanno fatto risaltare ancor più la tracotanza della chitarra; "Mombu Storm" dove emerge un gran lavoro di batteria. Luca Mai riempie il locale con un suono di sax taglientissimo in "Ten Harpoon's Ritual", il batterista sembra tarantolato per come si dimena sulle pelli; il suono è molto pulito ed il settings rende maggior merito alla performance. Nel primo dei bis si nota un maggior appesantimento dei suoni mantenendo la struttura dei pezzi più quadrati, mentre l'atto finale viene introdotto da una litania vodoo accompagnata da altro riff industriale foriero di nefasti presagi per virare nel prosieguo verso un jazz grind più canonico. Data l'estrema complicatezza del genere la partecipazione del pubblico, peraltro discretamente numeroso, è stata in ossequioso silenzio. Let the vodoo catch your body and soul!!

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