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SPIRITUAL FRONT

La curiosità è la leva che muove molte interrogativi; in prossimità della pubblicazione del nuovo lavoro degli Spiritual Front  'Amour Braque' e tenendo presente l’utilizzo ambiguo dei social network,  abbiamo voluto toglierci qualche dubbio interpretativo, intervistando il mastermind Simone Salvatori.

Parliamo degli esordi, specificatamente del periodo folk apocalittico. Qual è stata la chiave di volta verso il suicidal pop? Ero naturalmente attratto da quel tipo di suoni, dalla fascinazione di quelle atmosfere che negli anni 90 furono al loro apice (pur discendendo direttamente dalle scuola sperimentale/industriale degli 80’s), pian piano però,  sentivo che quel minimalismo non mi si confaceva più, avevo voglia di tentare nuove strade, pur rimanendo nei parametri della canzone, più coraggioso, meno legato ai vincoli del genere, anche se detto tra noi, non mi sono mai sentito parte del movimento neo folk in senso stretto.

Perché hai cambiato etichetta (dalla Trisol alla Prophecy)? Con la Trisol la relazione era diventata complicata, come tutte le storie d’amore che volgono al termine, ci fu una sorta di costante biasimo da entrambi le parti, siamo rimasti in buoni rapporti, ma alla fine la scelta è caduta sulla Prophecy. Ora vedremo come andrà

Qual è il disco ti ha dato maggiore soddisfazione commerciale e a quale sei più legato a livello artistico? Sicuramente 'Armageddon Gigolo'’ è l’album a cui i nostri fan sono piu’ affezionati, pur non esente da pecche ed assortite imperfezioni, rimane ad oggi il disco più amato. Commercialmente? Era una battuta?

Riesci a vivere di musica? Se così non fosse cosa fai per sbarcare il lunario? Sarebbe bello vivere solo di musica, ma ad oggi puoi farlo solo se sei ricco di famiglia, o se entri in quei ristretti e "massonici" giri mainstream, ed io non appartengo a nessuna delle categorie menzionate. Per sopravvivere lavoro come truccatore e preparatore free lance di salme, per varie agenzie funebri della capitale, poi ho una piccola casa vacanze che riesco a gestire autarchicamente. Come vedi, la musica del diavolo non paga abbastanza.

Dato che il tuo lavoro consiste nel rendere presentabili i cadaveri che hanno subito morti violente, a furia di stare a contatto non senti l’odore della morte addosso? Trai ispirazione da essa? Puzzano più i vivi te l’assicuro. Beh, è una visione non quotidiana per la maggior parte della popolazione, ringraziando dio, e malgrado il  mio contatto giornaliero con la materia, mi pongo ancora tanti quesiti al riguardo, diciamo che si tratta di un lavoro che ti porta a riflettere.

A cosa si deve la scelta di proiettare il film 'Una Vita Violenta? durante i tuoi live? Proiettiamo film che possano richiamare, almeno a mio avviso, quelle atmosfere evocate dalla nostra musica. ‘Una vita violenta’ è uno stupendo film di Paolo Heusch e Brunello Rondi tratto da un romanzo di Pasolini, ingiustamente sottovalutato, se si considerano gli altri ‘classici’ dell’epoca. Generalmente proiettiamo, poi, ‘Accattone’ e ‘Mamma Roma’, film che raccontano la nostra storia, preferiamo mantenere la nostra identità artistica soprattutto fuori dall’Italia.

Quali nazioni ti hanno dato più soddisfazioni a livello di seguito ai live e da quali invece ti saresti aspettato di più? Raccontaci qualche aneddoto che ti è successo durante i tour. Abbiamo il nostro zoccolo duro un po' ovunque,  probabilmente la zona in rapida ascesa, in termini di passione ed affluenza, è l’est Europa e soprattutto la Russia, ed è curioso il fatto che per anni mi sia sempre rifiutato di suonarci reputandolo un paese barbaro, mentre all’improvviso, dopo il primo di una lunga serie di concerti, mi sono dovuto ricredere e menzionarlo come il migliore paese in cui suonare, almeno per noi!

Qual è la tua posizione nei riguardi della religione? Osservando i tuoi tatuaggi abbiamo notato Cristo e La Morte. Che tu lo voglia o no, siamo intrisi di religione e di sacralità, anche se non ci piace. Veniamo da una cultura profondamente radicata nel sacro, non puoi fuggire. Non mi considero un credente praticante, piuttosto vivo la religione come una parte della mia cultura, in più sono stato in una scuola cattolica, di crudeli suore invasate, ho frequentato per tanti anni la biblioteca della mia parrocchia, gestita da un prete tra i più molesti e gay d’Europa, quindi avrei tutte le buone ragioni per odiare la religione, eppure la considero ancora sotto il punto di vista ‘culturale’ quello della filosofia, dell’arte, della scultura, dell’architettura. L’anti religione a priori è roba da ragazzini invasati che non sanno discernere le due cose, se pensi che oggi l’unica forma di religione che si cerca di imporre è quella del consumismo sfrenato e becero; se permetti è sempre meglio e più rigenerante visitare la basilica di san paolo che passare il sabato pomeriggio tra gli zombie dei centri commerciali a cercare l’ultimo modello della nike a 400 euro. Roba da decerebrati.

Qual è il tuo orientamento sessuale tenendo presente che sulla tua pagina facebook sovente pubblichi immagini di uomini in atteggiamenti amorosi? Perché durante i tuoi concerti parli spesso di fare outing? Odio i finti etero, mi piacciono le persone che vivono la loro sessualità senza vergogna, che non vuol dire fare propaganda alle proprio perversioni. Vivere la propria sessualità con maturità e consapevolezza significa seguire una crescita ed uno sviluppo interiore fiero e reale, che ci libera dalle conseguenze nefaste della frustrazione e dell’invidia. Se fossimo tutti più onesti con noi stessi potremmo esserlo anche con gli altri. Io, dal canto mio, cerco di seguire l’istinto con tranquillità, nel pieno rispetto della volontà altrui, s’intende.

Scrivi meglio o di più quando sei sentimentalmente impegnato o quando sei single? Diciamo che quando sei single hai meno rotture di cazzo...

Molti non sanno che tu sei un vecchio thrasher/deathster. Come fai ad avere una sensibilità musicale così distante dai tuoi generi preferiti? Hai mai pensato di creare un side project di metal estremo? Mi piacerebbe, ma al momento non credo sia possibile. Si certo, mi sento ancora legato a quel bellissimo periodo, diciamo alla decade 85/95, ci sono delle band che in quegli anni hanno sfornato capolavori indimenticabili. Penso agli Overkill, Dark Angel, Sodom, Death, Destruction, Blood Feast, Kreator, Napalm Death, Bolt Thrower etc…

Ti sei mai chiesto come mai, nonostante la tua proposta sia molto orecchiabile (pop per tua definizione), non sei riuscito a sfondare nelle classifiche italiane, mentre in Russia riempi i teatri? Non basta essere pop per essere famosi, i Cannibal Corpse  sono molto più grossi di tanti act che per anni scaldano gli amplificatori nelle cantine.

Come mai tutti questi cambi di line-up? Ognuno è vittima del proprio destino.

Ti vedremo a Sanremo prima o poi? Spero di si, ma a recuperare qualche cadavere...

Ho l’impressione che hai dedicato ‘Vladimir Central’ alla Russia e ‘The Man I Have Become’ al Messico perché sono le nazioni che ti hanno tributato maggior successo? Sono due paesi a cui sono molto affezionato per questioni artistiche e culturali, anche se totalmente diverse, in ambedue le nazioni ho trascorso momenti bellissimi. Si, hai ragione, in quei due pezzi c’è molto della Russia e del Messico.

Perché hai scelto Nicola Rossi (Doomraiser) come seconda voce su "Children Of The Black Light"? Mi piace molto la sua voce, un misto malvagio tra Danzig e Saint Vitus. Forse avremmo dovuto dargli più spazio in fase di missaggio...

La maggior parte dei tuoi video sono molto curati. Sono tue le idee, o farina del sacco dei vari registi a cui ti sei rivolto tra i quali Carlo Roberti della Solobuio Visual Factory? Con Carlo abbiamo lavorato su molte cose, mi fido ciecamente di lui, sa interpretare perfettamente l’immaginario Spiritual Front; spero di fare con lui tante altre cose, è sicuramente uno dei migliori in circolazione.  Anche con Paola Rotasso abbiamo lavorato tanto, ora lei è in una fase di break a causa di una doppia maternità.

Desideri aggiungere altro? Gli orsi sono molto ghiotti di miele...

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