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GAMMA RAY

[SECRET SPHERE] Pere cominciare la serata con le migliori intenzioni, aprono le danze i Secret Sphere senza cantante. O meglio, con il cantante in malattia, comunque egregiamente sostituito: timbrica ben differente, niente da dire, ma la voce di Alessandro Conti dei Trick Or Treat è una garanzia, ed infatti tutto pare tranne che un sessionist. Ottima padronanza dei pezzi, non disdegna qualche reinterpretazione mai sopra le righe; certo è un peccato che il tempo a disposizione dell'opening act sia di meno di mezz'ora, ma nel complesso si può ben dire che hanno lasciato il segno. Il pubblico non ha ancora fatto esplodere il locale, il che permette di spostarsi e valutare differenti posizioni, confermando quanto temuto: in pochi metri di spostamento, l'effetto sui suoni è devastante. Un plauso va comunque al fonico, che ha saputo gestire questo inconveniente con grande professionalità, garantendo un sound, se non ottimale, quanto meno godibile da ogni posizione. Sotto il palco come nelle retrovie, i convenuti paiono apprezzare lo show, che si snoda attraverso una manciata di incisivo Power italico, melodico al punto giusto e con quella spruzzata di Prog non eccessivo che non guasta. La band gestisce bene il palco ed i fans, sfoggiando una caratura non indifferente. Promossi quindi, una performance che tutto pare tranne che un'apertura! Setlist: -Stranger In Black -Bring On -Welcome To The Circus -Dance With The Devil [FREEDOM CALL] Lo show prosegue, ed i tedeschi Freedom Call calcano il palco portando all'incirca un'ora di repertorio in un locale che si sta rapidamente riempiendo oltre i limiti del tollerabile. Melodici ed immediati, con pochi fronzoli ma anche relativamente poca potenza d'impatto, i quattro incentrano la scaletta della serata sull'ultima release, per poi impreziosire il tutto con poche chicche tratte da lavori precedenti. Con più pubblico e più nome, non c'è confronto per quanto riguarda la risposta dalla platea, almeno in quanto a decibel. L'intensità è però altra cosa, e francamente non mi pare di aver riscontrato grande entusiasmo. Moderato sì, ma grande proprio no. Certo la combo risente non poco della prevedibilità di molti brani, che se da un lato rende semplice la loro assimilazione, dall'altro garantisce una breve permanenza nei cuori degli ascoltatori. Scelte stilistiche a parte, va tributato il giusto omaggio ad una band che ha dimostrato di avere una gran voglia di esserci e di trascinare il pubblico. Ci hanno provato, si sono impegnati non poco, ed entro certi limiti ci sono anche riusciti. Buon per loro, sicuramente; ma per chi non li ama particolarmente, la performance è risultata lunghetta. Promossi con riserva, più per la media generale che non per la prestazione specifica. Setlist: - We Are One - United Alliance - Thunder God - Tears Of Babylon - Hunting High And Low - Metal Invasion - Warriors - Land Of Light - Freedom Call [GAMMA RAY] Quando i GammaRay salgono sul palco, il locale è ormai a dir poco gremito. Il pubblico si affolla tentando di avvicinarsi al palco, in un calderone di calura ed aspettative. L'ormai noto intro che annuncia l'inizio del main event della serata scatena cori di entusiasmo, che esplodono sulle note iniziali di "Gardens Of The Sinner". La band parte bene ed il pubblico è carico, i presupposti per una buona serata ci sono tutti; la scaletta, che pesca qua e là da tutta la storia del gruppo, pare convincere, ed anche i pezzi tratti dal nuovo album sembrano avere un effetto complessivamente migliore rispetto alla resa su disco. Positivo, dal momento che su disco l'impressione era che mancasse un po' di carica. A fianco della migliorata attitudine dei pezzi, però, si pone una band che sembra meno esplosiva del solito; difficile dire se il problema riguardi i musicisti o i suoni, che pur essendo buoni non sono ottimali: fatto sta che pare lo show, dopo un inizio dirompente, fatichi a decollare. Si diceva dei suoni: non male, in effetti; il limite è dato da un effetto un po' “inscatolato”. Sicuramente la struttura stessa del locale ha fatto la sua parte a riguardo, considerato che lo sviluppo dei Magazzini Generali è in lunghezza, come fosse un largo corridoio, e che non dev'essere semplice ottenere dei suoni adeguati. Nel complesso l'obiettivo è raggiunto; rimane appunto questa strana sensazione, del tipo “si poteva fare di meglio”. La prestazione individuale di ciascun componente dei Rrayz è come da copione di ottimo livello; forse da Richter ci si poteva aspettare un qualcosa di più, in termini di motilità on stage e fronteggiamento del pubblico, ma siamo comunque a livelli elevati. Zimmerman è il solito indemoniato, ironico e decisamente “a modo suo”, e l'assolo di batteria che propone pare voler abbattere il tetto: dinamico e potente, capace di coniugare con perfetta naturalezza la tecnicità di un professionista con l'infantilismo di un bimbo che gioca; il suo giusto controcanto lo offre come sempre Hansen, eterno folletto goliardico, col suo immancabile sorriso un po' complice e un po' stupito. In un'atmosfera rovente, lo spettacolo segue il suo corso e rapidamente si avvia verso la conclusione. E' a questo punto che prende piede la consapevolezza che, tra tante setlist preparate dalla band per le serata live, questa che all'inizio non pareva male ha in realtà mostrato, più che delle carenze, delle vere e proprie voragini. Mancano veramente troppi tra quei pezzi che significano intrinsecamente “GammaRay live”, e la loro assenza pesa come un macigno sul bilancio della serata. La considerazione successiva concerne invece la qualità della proposta, che rimane indiscutibile. Gioca molto a vantaggio della band, riguardo il giudizio, il fatto di essere validissimi on stage anche quando non sono al massimo, questo va detto; ma rimane un fattore innegabile, quindi bisogna tenerne conto. Alla fine della fiera, anche questa volta la pagnotta se la sono guadagnata; non è forse lo show migliore dei Rrayz che io abbia visto, ma la delusione è tutt'altra emozione. Una bella serata, ottima musica, birra e compagnia: il bilancio è positivo. Con la sensazione che potesse essere di più, ma sempre positivo. Setlist: - Welcome - Gardens Of The Sinner - Empathy - Deadlands - Fight - Mother Angel - The Saviour - Abyss Of The Void - Drum Solo - Armageddon - To The Metal - No Need To Cry - Rebellion In Dreamland - Man On A Mission Encore: - New World Order - I Want Out - Send Me A Sign

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