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tears of mankind: silent veil of my doom

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04/10/2008
89


Genere: atmosferic/death/doom
Etichetta: Solitude Prod.
Anno: 2008

Era moltissimo tempo, probabilmente addirittura anni, che non ascoltavo qualcosa di così bello, emozionante ed originale in campo doom. C'è voluta la Solitude Prod. per portare alla luce il talento di Skobelin "Phil" Philipp qui alla sua seconda prova nella lunga distanza dal titolo 'Silent Veil Of My Doom' (uscito per la verità all'inizio di questo 2008). Un ideale punto d'incontro per fans di My Dying Bride più sperimentali della seconda metà degli anni '90, Katatonia del periodo 'Brave Murder Day' e un certo riffame tipico dei gruppi black/doom tedeschi (nell'opener "And There In Eternity We Shall Merge"); il tutto "condito" con black e death (basta ascoltarsi "Under an Ancient Oak" e si ha immediatamente tutto chiaro). Le composizioni qui sono molto complesse nelle partiture, non cisi focallizza solo su un paio di idee, ma si preferisce procedere per una struttura più articolata, con il risultato di avere canzoni lunghe, ma mai noiose. Come per il precedente 'Without Ray of Hope' anche qui c'è una cover di un pezzo della colonna sonora tratta da un episodio della serie di Silent Hill: in questo caso trattasi di "You're Not Here" di Silent Hill 3 (sfortunatamente l'unico della saga che non conosco per esperienza diretta). Per quello che riguarda le tematiche Philipp Skobelin si concentra tutto sommato su tematiche classiche per questo genere, come amori perduti, disperazione, vuoto interiore che tutto sommato è anche un bene, giacché temi e musica devono comunque procedere di pari passo. Packaging essenziale ma elegante sono il necessario contorno per un'opera grandiosa nella sua modestia, che senza andare a cercare strane e perverse alchimie di sorta, rilegge in chiave del tutto personale ed egregia un filone musicale molto affascinante ed evocativo.

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