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RAIN PAINT: NIHIL NISI MORS

data

09/11/2003
72


Genere: Gothic Metal
Etichetta: My Kingdom Music
Anno: 2003

Dalla fredda Finlandia arrivano i Rain Paint sorta di super gruppo underground, che annovera membri di Fragile Hollow, Diablerie, Rapture e Denigrate; e si tratta di una sorpresa perché, devo ammetterlo, non sapevo nulla di questa band, ma questo disco mi ha sorpreso positivamente per la sua genuinità e varietà oltre che per le sue sonorità delicatamente disperate."Nihil Nisi Mors" è un cd molto vario, dove l’unico filo conduttore è un atmosfera molto dark e disperata, infatti ogni volta che sembra possibile inquadrare la band, questa muta le coordinate sonore disorientando l’ascoltatore. Basti dire che se il pezzo d’apertura ("Forbidden Love") richiama fortemente Him e Sentenced, già la successiva "Rain Paint" si presenta come un incrocio futuribile tra Opeth e Theatre Of Tragedy (quelli più pomposi di "Velvet Darkness They Fear"). Allo stesso tempo, però, emerge una grande capacità della band nel maneggiare tali sonorità, perché entrambi i pezzi sono forgiati in un ottica molto personale e risultano immediati ed avvolgenti fin dal primo ascolto. Segue "Death Drive & Fear", brano veramente coinvolgente: una sorta di fusione tra Sentenced e In Flames in un ottica molto dark! La successiva "Sleeping Beauty" si muove sulle medesime coordinate, ma risultando meno efficace e soprattutto un po’ noiosetta; ma la band si riprende subito con "Miss Spring", song lugubre, plumbea e disperata, che richiama ad una impossibile unione Opeth, My Dying Bride e Type O Negative! Ma i Rain Paint continuano a stupire e la successiva "Raven Nevermore" potrebbe essere un potenziale hit-single, nel suo unire Him, Placebo e Sentenced in un brano che rapisce immediatamente; si continua con "Freezes Day", oscura ed ossianica, ma soprattutto devota al verbo Type O Negative . Un discorso a parte va invece fatto per la conclusiva "Loose And Over",la quale chiude il cd in un atmosfera triste e suadente con atmosfere prese di peso dal songbook di Jeff Buckley: un brano stupendo, forse il migliore del disco. Rimangono da segnalare lo stupendo artwork che accompagna il cd e la produzione dal feeling fortemente live (memore del grande "Bloody Kisses" dei Type O Negative) ma curatissima e che amplifica la forza emotiva di ogni composizione. Come già detto in apertura un ottimo esordio ed un disco consigliatissimo se amate gruppi come i citati nella recensione ed in generale oscuri, tormentati ma raffinati. N.B.Il disco è richiedibile alla label My Kingdom Music (www.mykingdommusic.net) o alla Masterpiece Distribution (www.masterpiecedistribution.com ).

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