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PSICOTAXI: Effects Of The Head's Mass

data

11/01/2016
70


Genere: Psychedelic Rock
Etichetta: Subsphera
Distro:
Anno: 2015

Gli Psicotaxi sono una band milanese formatasi nel 2010 dall’incontro di quattro ragazzi (Andrea Bordoni, Luca Bresciani, Lamberto Carboni e Virgile Marmoud), che in quell’anno realizzano un EP omonimo d’esordio in cui fin da subito si percepisce qual è l’animo che alberga all’interno di loro: creare vortici space rock e psichedelici dentro cui infilare dentro con la forza la psiche umana dell’ascoltatore. Dopo aver passato parecchio tempo in giro per i maggiori locali milanesi underground dove è rilevante l’offerta di musica aleggiante psichedelia e fumi vari, arrivano alla produzione di questo lavoro più corposo del precedente grazie alla collaborazione con la Supsphera. Ed anche in questo ‘Effects Of The Head’s Mass’, la band offre a noi un concentrato di stoner psichedelico con l’ausilio sia di strumenti rock tradizionali, che di elementi elettronici. Si alternano tracce strumentali, ad altre in cui vengono inserite delle parti narrate che tracciano la storia del brano stesso. Tra i pezzi con voce inclusa, ad opera dello scrittore e giornalista Manlio Benigni, si segnala in modo distintivo “Un tram che si chiama Pornodesiderio”: simpatici dialoghi con il parlare tipico del giovane milanese medio alle prese con la scelta o meno di uscire con una ragazza che si rivela essere una pornostar; il tutto accompagnato da musiche che nel refrain si fanno sostenute, ed in cui il sax di Giampiero Risico la fa da padrone, quei fiati che ricordano un po’ le atmosfere elleniche di  Konstantis Pistiolis e dei suoi Villagers of Ioannina City, piuttosto che alcuni fraseggi di sax di Rolf Martin Snustad degli Spidergawd. La scelta di inserire parti parlate e non cantate è un tratto distintivo e molto interessante dell’album, che raccontano bene le loro storie tra il reale, il surreale ed il malsano (per quest’ultimo concetto ascoltare la conclusiva “Performance”). Anche le tracce esclusivamente strumentali non sono da meno, in particolare la penetrante “Zingaropoli”, ottimo esempio di rock spaziale e psichedelico di qualità, in cui i tocchi atmosferici si palesano con frequenza e cercano di fare entrare l’ascoltatore in suggestivi mondi che esulano dal contatto terreno. Si può quindi dire che le intenzioni di creare atmosfere spaziali e surreali da parte degli Psicotaxi sono decisamente da non sottovalutare, e denota un collettivo che, anche per questi spazi dedicati a narrazioni e racconti, si dimostra parecchio originale. Da seguire con interesse.

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