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MAGO DE OZ: RAREZAS

data

12/12/2006
S.V.


Genere: Folk Metal
Etichetta: Locomotive Records
Anno: 2006

Non potevano starsene con le mani in mano anche per il 2006 gli attivissimi Mago De Oz, la Folk Metal band spagnola che dal 2000 ha realizzato qualcosa come tre dischi in studio, due live, un numero imprecisato di singoli e l’esperimento “Belfast”, su modello di “The Forgetten Tales” dei Blind Guardian. Per questo anno i “Cabrones” propongono una succosa raccolta colma di brani inediti tralasciati dalla registrazione di “Finisterra”, qualche bonus track, una corposa serie di cover, qualche versione acustica ed una conclusiva scorpacciata di brani live per un totale di venti tracce divise su due CD che facilmente faranno rizzare le orecchie ai fans più affezionati della band. C’è anche da dire che questa raccolta dal punto di vista della qualità scade un po’, in particolar modo nel primo disco dove gli episodi degni di nota si contano sulle dita di una mano come la divertente opener “Resacosix En Hispania”, dove i primi a divertirsi sembrano essere proprio i Mago De Oz, lo strumentale di “Pachamama” e la buona ballata “Pensando En Ti”, pur non essendo certo un manifesto all’originalità. Il primo set tocca il fondo con l’unico estratto dal disco solista del cantante Josè Andrea intitolato “Donde El Corazón Te Ileve”, brano povero dove il singer si mette a dura prova non risultando particolarmente godibile, e con l’emblematica “outro” “El Turno De La Rosa”. Di ben altro livello è il secondo disco che si apre con la radio edit di “El Que Quiera Entender Que Entienda”, direttamente dall’album “Finisterra”, per poi proseguire con un trittico di cover d’alta scuola registrate tra il 1999 e il 2002. La prima è niente-popò-di-meno che “Man On The Silver Mountain” dei Rainbow che vede la partecipazione della preziosa Doro Pesch, autrice assieme alla voce di Josè di un duetto estremamente piacevole. A seguire troviamo una versione del tutto personale di “Strange World” degli Iron Maiden, estremamente pittoresca, e il conclusivo tributo ai Led Zeppelin con la stupenda “Whole Lotta Love”. In chiusura troviamo quattro pezzi live la cui scarsa qualità di registrazione del primo pezzo proposto, “Molinos De Viento”, non rende giustizia al pezzo. Una “raccolta simil-inedita” che si sforza di raggiungere quanto di buono fatto con “Belfast” grazie alle numerose varianti che propone ma senza colpire nel sengo. Una release che potrebbe attirare l’attenzione dei fans più accaniti dei “Cabrones” ma che sa tanto di mossa commerciale, tanto più che la band ha già annunciato l’imminente pubblicazione un best of intitolato “The Best Oz”. Fate vobis.

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