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HAREM SCAREM: OVER:LOAD

data

27/05/2005
84


Genere: Melodic Hard-Rock
Etichetta: Frontiers
Anno: 2005

Ritornano gli Harem Scarem, e, come nella loro migliore tradizione, non si limitano a regalare un nuovo interessante album ai fans più accaniti ed agli estimatori vari, aggiungendo bensì un'altra particolare perla alla propria già sostanziosa discografia. Dopo il grande debutto nella scuderia Frontiers con "Weight Of The World", seguito a ruota a breve distanza dal comunque lodevole "Higher", Harry Hess e soci decidono di aggiungere nuova linfa al loro già variegato background musicale, senza comunque lasciar cadere in disparte alcuni di quegli elementi che hanno decretato il successo delle due releases precedenti. "Over:Load" è un cd dal fascino sicuramente anomalo, caratterizzato da un mood particolarmente cupo e dal forte retrogusto quasi malinconico, aspetti che finiscono per essere enfatizzati grazie ad un notevole impatto sonoro, fornito dalle chitarre del solito preparatissimo Pete Lesperance. Il loro sound, infatti, è molto più votato alla sostanza che non in passato, studiato per fornire un quadro strumentale più solido ed essenziale rispetto ai precedenti lavori in casa Frontiers, riprendendo paradossalmente parte del marchio sonoro intravisto all'interno della parentesi "Rubber". Questi elementi, uniti a delle composizioni dalle linee melodiche sicuramente marcate ma allo stesso tempo nostalgiche, restituiscono undici tracce legate al lato meno esplorato della band canadese, ottime per offrire alla ruvida ugola di Hess il terreno perfetto su cui coltivare le proprie emozioni vocali, sempre pronte come poche altre a trasportare la mente dell'ascoltatore in un immaginario viaggio tra i più nascosti meandri della propria percezione sentimentale. Pochi fronzoli, pochi accessori, pochi arrangiamenti da ultra-produzione: un modo come un altro per permettere al cuore (ed alla musica) di muoversi liberamente in una magica ed incredibile simbiosi, unica nell'ipnotizzare in maniera totale la mente dei tanti poveri malcapitati di turno. Quegli stessi malcapitati lasciati, ancora una volta, in balia del vortice di immagini extrasensoriali che solo gli Harem Scarem sono in grado di trasmettere, un vortice in cui colori, storie e frammenti, si uniscono in un tutt'uno per dar vita ad un puzzle dalla infinita verve artistica, talmente ammaliante da lasciare allibiti e senza fiato anche i più distaccati ed insensibili esseri umani. Incredibili, come quello spiazzante tepore emotivo insito nelle grigie lande di un apatico cielo nuvoloso.

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