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EVERGREY: The Atlantic

data

16/02/2019
85


Genere: Progressive Metal
Etichetta: AFM
Distro:
Anno: 2019

Gli Evergrey giungono al terzo lavoro dopo la reunion con Henrik Danhage e Jonas Ekdahl, due membri che nello scorso decennio erano stati parte importante del consolidamento della fama della band, fino al divorzio datato 2010. La band ha pubblicato un solo album senza l´apporto dei due, il tiepidamente accolto 'Glorious Collision'. La reunion ha dal 2014 rivitalizzato la carriera della band di Göteborg, riportandola alla considerazione di cui godeva una quindicina d'anni fa, prima di un paio di mezzi passi falsi. Diciamo subito che il nuovo lavoro non si discosta un granchè dai due precendenti, il che non può essere un male. Gli Evergrey hanno saputo aggiungere al prog metal di classe che li ha sempre contraddistinti una maggiore varietà e modernità chitarristica, che non ha fatto altro che attualizzare un sound che avrebbe altrimenti rischiato di rimanere prigioniero degli stilemi piu in voga a cavallo fra i due millenni. Hanno sempre anche goduto della peculiarità, rispetto ad altri fautori del genere, di un rappporto chitarra/tastiera nettamente favorevole alla prima, laddove la seconda, invece che duellare alla pari, è assegnata ad un compito atmosferico, a creare cioè quell´aura malinconica che contraddistingue il lavoro degli svedesi. In tutto questo non abbiamo ancora menzionato Tomas Englund che, con la sua voce roca e sofferta, è senz'altro un ulteriore elemento di originalità. Ci soffermiamo sui caratteri generali della band per un semplice motivo: questo lavoro non presenta particolari sorprese ed è la naturale prosecuzione del discorso intrapreso da due album a questa parte. Fra i brani, tutti mediamente lunghi, potremmo menzionare l´iniziale "A Silent Arc" che sfiora gli otto minuti con il suo attacco potente che poi lascia il posto alle solite struggenti melodie e ad un bellissimo assolo; in quest'ultimo reparto il lavoro appare piu ricco del solito. Oppure "All I Have", con la sua pesante apertura quasi doom che ben presto lascia spazio a tutta la classe e melodia di cui sono capaci. Gli Evergrey continuano a perfezionare un prodotto complesso, ricco, che non si svela immediatamente in tutte le sue sfaccettature, ma che anzi può sembrare a tratti difficile ed ermetico. Ma è tutta qualità, la pazienza e gli ascolti premiano in presenta di musicisti cosi preparati ed ispirati. Una delle realtà piu valide del (prog) metal in assoluto, che ha avuto per fortuna la forza di ritrovarsi dopo una fase meno felice e qualche problema di formazione e che ha ripreso a sfornare musica, nel suo genere, della miglior specie.  

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