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DIRTY SHIRLEY: Dirty Shirley

data

20/01/2020
80


Genere: Hard Rock
Etichetta: Frontiers Music
Distro:
Anno: 2020

Figura di spicco tra i guitar hero emersi da quella pazzesca fucina di talenti delle sei corda dalla California degli anni ’80, l’indomito George Lynch si butta a capofitto in un nuovo progetto artistico. Dietro al simpatico monicker Dirty Shirley troviamo, oltre all’ex Dokken ed ex Lynch Mob, il vocalist Dino Jelusic (ex Animal Drive) ma soprattutto tra gli interpreti della TSO (Trans-Siberian Orchestra), al basso Trevor Roxx e Will Hunt alle percussioni: quest’ultimo ha coltivato trascorsi di rilievo con gli Evanescenze, Black Label Society e Michael Sweet (Stryper), oltre al nostrano Vasco Rossi. Cotanto talento ha prodotto un interessante album di seventies hard rock (suonato molto bene), dalle profonde reminiscenze blues, rispolverando le sonorità dei Badlands: straordinario gruppo (autore di tre album da avere!) in cui spiccarono le stelle di Ray Gillen (rip) e Jake E. Lee dalla band di Ozzy Osbourne. Un genere sviscerato svariate volte e che non ha più segreti per nessuno, ma se ben reinterpretato riesce sempre a smuovere le budella nell’ascoltatore, ed i Dirty Shirley ci riescono grazie ad una bella dose di feeling ed una manciata di brani figli illegittimi dei Led Zeppelin ed Aerosmith. Il cantante di origine croata se la cava egregiamente, il suo ringhio affonda le sue radici nell’hard blues dei grandi interpreti (Paul Rodgers e David Coverdale), ma è l’estro (infinito) di Lynch a lasciare per l’ennesima volta basiti: riesce costantemente a rinnovarsi, KXM e The End ne sono la riprova, non meno in questa occasione per i suoni della sua chitarra, ed ovviamente per la bellezza degli assoli. Il vecchio ed il nuovo convivono serenamente, grazie ad una produzione perfetta per ciò che i Dirty Shirley vorrebbero trasmettere, attraverso undici brani dal profondo spessore: la performance dei nostri è di altissimo livello. Citare dei brani a vanvera non farebbe onore a questo debutto, da ascoltare ed assaporare tutto d’un fiato.

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