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ATROX: TERRESTRIALS

data

22/09/2002
98


Genere: Avantgarde Progressive Metal
Etichetta: Season Of Mist
Anno: 2002

Dopo un disco come "Contentum" sembrava impossibile fare di più o andare oltre, anche per una band dotatissima e talentuosa come gli Atrox; invece dopo due anni di silenzio i norvegesi tornano sul mercato metal con un cd, che lascia sgomenti per il suo contenuto al di fuori di ogni previsione.

"Terrestrials" esce proprio nel momento in cui sboccia quella scena avantgarde norvegese, che sembra voglia assumere su di se l'onere di salvare l'ormai stantio panorama prog metal; altrimenti non si spiegherebbe perchè gruppi come Arcturus, Solefald, Winds e Lunaris si siano impegnati in una folle gara nel rivoluzionare e innovare questo genere con dischi ultra sperimentali e di valore assoluto.

A questa lista vanno aggiunti di diritto gli Atrox, che sfornano un disco che di "terrestre" non ha nulla! Anzi la musica di questo cd sembra suonata da esseri di un altro pianeta tale è la complessità tecnica e la vertiginosità delle sperimentazioni; questo è il terzo disco della band (che rimane in formazione immutata tranne che per l'innesto parziale del bassista Christian Reppen), ma se per il debutto "Mesmerized" si poteva parlare di gothic metal romantico (sulla scia dei Theatre Of Tragedy) e per il successivo e clamoroso "Contentum" l'etichetta avantgarde-gothic metal era d'obbligo, con "Terrestrials" si deve parlare (come la stessa band ama definirsi) di schizofrenic metal !!!

Ora più che mai il sound del gruppo è un calderone di sonorità diversissime e dire che qui vengono mischiati in modo naturale e affascinante prog, jazz, fusion, dark, pop, metal, musica etnica e classica significa dare una vaga idea di come suona questo disco; i gruppi che vengono in mente all'ascolto sono i più disparati: Arcturus, Fates Warning, Cocteau Twins, Cynic, Diamanda Galas, Dead Can Dance, The Third And The Mortal, Pat Metheny, King Crimson, Siouxee And The Banshees; insomma un cocktail vertiginoso dove ognuno potrà trovare godimento per i propri padiglioni auricolari.

La band suona in modo sublime (la sezione ritmica è ubriacante ed ultra intricata come una ragnatela senza fine) ma ciò che balza subito all'orecchio, ciò che eleva questo disco ancora di più è la voce ormai senza confini di Monika Edvardsen, che si afferma come l'impossibile fusione definitiva tra le voci di Liz Frazer (Cocteau Twins); Diamanda Galas, Lisa Gerrard (Dead Can Dance) e Kate Bush; e scusate se è poco!!! In questo disco la sentirete fare di tutto: sussurrare dolcemente, cantare come un soprano lirico, mutare in una cantante indiana ed araba, modulare con grazia melodie jazz, gridare come un isterica, adagiarsi su melodie pop ed addirittura lanciarsi in parti in screaming!!!!

Certo non aspettatevi di adorare questo "Terrestrials" al primo ascolto: la complessità è tale e la carne al fuoco talmente tanta (68 minuti di musica!!) da far sembrare un labirinto musicale come "Contentum" semplice ed immediato; tanto che ci vorranno numerosi passaggi sul lettore cd prima di poter godere appieno di questa gemma! Ma una volta che lo apprezzerete, questo è uno di quei dischi che non smetterete più di ascoltare ed amare.

Allora sarà dolce abbandonarsi al prog meets Kate Bush dell'opener "Lay", o perdersi nei contorsionismi di "Mental Nomads" e "Changeling", nonché tuffarsi nelle trame inestricabili ed affascinanti di "The Beldam Of The Bedlam" e "Look Further", infine sognare con le atmosfere magiche e ultraterrene di "Mare's Nest" e "Translunaria".

Insomma se volete scoprire cosa significhi oggi fare progressive sul serio, compratevi questo disco ed entrerete in un mondo magico ed unico accompagnati da dei musicisti geniali ed ultra preparati: da parte mia vi posso dire che ciò che per le altre band è un punto d'arrivo, un traguardo, per gli ATROX, in questo "Terrestrials", è un semplice punto di partenza per spazi musicali inesplorati...maledette menti superiori!

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