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AS LIGHT DIES: A STEP THROUGH THE REFLECTION

data

03/07/2007
58


Genere: prog/death/folk/black
Etichetta: Mondongo Cannibale
Anno: 2006

Che ingenuo che sono! E io, che dal nome del gruppo e dalla copertina del CD pensavo di trovarmi ad un grosso progettone doom atmosferico o meglio ancora death/doom atmosferico... Vai a sapere che nei 70 minuti di durata di 'A Step Through The Reflection' avrei trovato tutto (e intendo veramente TUTTO) tranne il doom? Il problema ovviamente non è questo, ma il fatto che dopo molteplici ascolti di questo album di debutto degli spagnoli As Light Dies ancora non ho ben capito che cosa abbia realmente ascoltato. E tutto questo perché ancora c'è in giro chi pensa che unire in un fantomatico calderone i più disparati ingredienti equivalga a tirarne fuori qualcosa con, automaticamente, un sapore sopraffino! Niente di più sbagliato se non si sa come mescolare tali ingredienti. Infatti il caso è proprio questo: death, black, doom (dicono loro, io non ne ho trovato nemmeno traccia), prog, folk, tutto insieme per un risultato che non va da nessuna parte, essendo la musica dei nostri prolissa, vacillante sotto molti aspetti e tremendamente noiosa! Si va dalle parti più aggressive, retaggio di influenze black e death per passare a quelle più atmosferiche e melodiche, dove il prog, il folk (c'è un violinista fisso in line-up) e le libere melodie di chitarra vengono piacevolmente a galla, sebbene si abbia sempre la sensazione che vi sia qualcosa che non va. Per effettuare operazioni del genere, sempre molto rischiose fra l'altro, bisogna oltre che conoscere i vari generi di partenza, avere una straordinaria maestria nel passare da uno all'altro, avendo cura di "limare" le varie sbavature che ci sono ovviamente fra generi diversi. Tutto questo in 'ASTTR' non c'è o se c'è non è stato effettuato in maniera sufficientemente corretta tant'è che in svariate occasioni si ha l'impressione di passare ad una nuova song, quando invece ci si accorge poi di essere ancora sempre nella stessa, il che è veramente molto fastidioso. Inoltre non oso immaginare la resa di tali songs in sede live. I testi trattano tutte argomentazioni filosofiche o comunque pseudo-tali, e devo dire che tale aspetto è invece di qualità elevata, sebbene il booklet sia stato stampato in maniera non proprio user friendly essendo molto difficile leggere tutte le parole, ma soprassediamo. In definitiva, c'è da decidere che strada percorrere o se si vuole continuare su quella attuale, bisogna imparare a farlo in un modo corretto...

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