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10 YEARS: THE AUTUMN EFFECT

1963

data

15/12/2005
80


Genere: Alternative Metal
Etichetta: Universal/Republic
Distro:
Anno: 2005

La Universal/Republic sta facendo incetta dei migliori gruppi della nuova scena alternative U.S.A.; dopo The Mars Volta e Ra è ora il turno dei 10 Years e del loro "The Autumn Effect". i 10 Years non sono dei novellini avendo già esordito con una release indipendente (dalla distribuzione deficitaria) dal titolo "Killing All That Holds You". Questo "The Autumn Effect" riflette in pieno il suo stupendo artwork: infatti non appena si mette il cd nel lettore si viene avvolti da un sound triste e delicato ma capace di vigorose impennate chitarristiche. La musica degli 10 Years è un "unicum" nell'attuale panorama alternative, nel sound della band sembra di scorgere l'unione tra Tool, A Perfect Circle e gli ultimi My Dying Bride, Anathema e Tiamat. Proprio questa impronta sonora a metà tra alternative e gothic fa da guida in un cd dove dolcezza e violenza sembrano annullarsi a vicenda, ma il cui filo conduttore è una tangibile malinconia. Su tutto svetta, poi, la magica voce di Jesse Hasek, alta e potente ma sempre delicata e "pulita". In un insieme di brani volti a raccontare i mille effetti dell'autunno sulle persone, si inseriscono le melodie "gigantesche" di "Waking Up" e "Cast It Out", accanto alla maliconia di "Wasteland" e "Through The Iris", senza dimenticare la stupenda ballad "Seasons To Cycles" delicata e commovente, ma graziata da un accompgnamento d'archi da lacrime agli occhi. Tutta la track list è di ottimo livello e nonostante i tempi siano sempre abbastanza lenti, la band grazie ad una preparazione tecnica ottima riesce a non annoiare mai e a diversificare ogni pezzo grazie anche ad un uso perfetto delle dinamiche. A ciò va aggiunto un artwork bellissimo oltre ad una produzione (da parte di Josh Abram già con Staind e Velvet Revolver) letteralmente perfetta e capace di far sentire anche la caduta di uno spillo. Faccio fatica a trovare difetti in questo cd, se non nel fatto che la sua ecessiva malinconia ed ermeticità potrebbero scoraggiare gli ascoltatori più impazienti, ma chi vorrà pazientare ed approfondire gli asscolti, troverà un gruppo che somma ad uno stile personale, una forza emozionale unica. L'ennesima perla della scena alternative statunitense.

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