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CROSSOVER THRASH: Nascita di un genere

Dri

Perché il 1985 è un anno cruciale nella storia del thrash metal e dell'hardcore punk? A marzo escono 'Dealing With It' dei DRI e 'Hell Awaits' degli Slayer. Ad aprile esce 'Bonded By Blood' degli Exodus. In agosto invece 'Speak English Or Die' dei SOD. Ad ottobre uscirà 'Animosity' dei Corrosion Of Conformity. Se c'è un anno di nascita ufficiale del crossover thrash è proprio il 1985, con le uscite di DRI, COC, SOD. Dal lato metal era stato adeguatamente preparato dal 1984, con Kirk Hammet che sfoggiava una maglietta dei Discharge sul retro della copertina di 'Ride The Lightning', e con l'uscita di 'War And Pain' dei Voivod (un disco a metà tra metal e D-Beat)  - ho già parlato diffusamente di crossover thrash, e se si guarda alla maggioranza di quello che viene definito hardcore da 20 anni a questa parte, l'argomento è di una rilevanza decisamente attuale.

E' l'anno del (relativamente) famoso primo tour americano dei Broken Bones, e di un loro celebre concerto al CBGB. Bones la racconta così:
"Arriviamo ...e aprendo la porta c'è un tipo alto e biondo con accanto un piccoletto. Il biondo fa 'Hey, sono i Bones!' e io rispondo 'Salve!", non avendo idea di chi siano. Dopo il soundcheck gli stessi due tipi tornano e si presentano:' Ciao, io sono James Hetfield dei Metallica e questo è Scott Ian degli Anthrax, siamo grandi fan della vostra band!'. E così dopo varie chiacchere venimmo a sapere che quella sera i Metallica suonavano a L'Amour, a Brooklyn, e visto che il nostro era uno show all ages che cominciava alle cinque ci diedero dei backstage pass per il loro concerto...
("Burning Britain", Ian Glasper, 2004)
 
E questa è la versione di Charlie Benante:
"I Metallica suonavano a  L’Amour, a  Brooklyn, e io e Scott Ian portammo James Hetfield alla  Sunday matinee al CBGB a vedere i Broken Bones. Ad alcuni non piacque il fatto che ci fossero questi capelloni ai loro show. Ma alla fine della giornata James era nel  pit sulle spalle di qualcuno, e così è andata. Poi la faccenda del crossover diventò importante davvero." 
 
A proposito dei Broken Bones, giusto leggendo il libro di Glasper ho scoperto che all'inizio si misero a fare rock blues, e che solo in seconda battuta - e prima di incidere - decisero di tornare al punk)
Broken Bones
 
Uno degli eventi cruciali nella storia del crossover in Italia (e l'evento cruciale nella mia esperienza del fenomeno) fu la data fiorentina di Venom , Exodus e Atomkraft, nell'ottobre1985.

Non so, né ho trovato notizie,  di massiccia presenza punk nelle date di Roma o Torino. Ma a Firenze c'era molta gente di area GDHC al concerto. Era più di un anno che frequentavo la scena hc (l'unico metallaro presente ai concerti al Victor Charlie (Pisa)  nell'84, se ben mi ricordo - tra i tanti graffiti sui muri ne avevo trovato  uno col demone del singolo dei Metallica e la scritta "So c'mon, jump in the fire!"). Riguardo il concerto c'era un qualche timore di problemi per via di un'annunciata presenza skinhead. Ma tutto filò liscio. Una breve cronaca, per dare un'idea dell'aria che tirava.

Gli Atomkraft, che aprivano, furono sopportati con sufficienza, e generalmente con sommo disinteresse. Gli Exodus entrarono in scena accolti da un’ovazione, attaccarono e… difficile da descrivere. Io ero a scuotere la testa nelle prime file, e quando arrivarono a “Strike of the beast” pensai che avrei finito per scassarmi  il collo. In una pausa notai che mentre le prime file erano impegnate in un headbanging furioso, più indietro si era creato uno spazio circolare in cui i punk pogavano (il termine esatto sarebbe slam dance, ma certe questioni di etichetta hanno perso significato ormai - oggi la definizione corrente è mosh pit).  Del resto era una prima volta per tutti i presenti - in seguito le barriere residue sarebbero cadute naturalmente e i pit misti  sarebbero diventati la regola.
Paul Balloff sarà anche stato uno che saliva sul palco ubriaco e si scordava le parole dei pezzi, ma se lo fece quella volta noi non ce ne accorgemmo. Quando parlava col pubblico capivamo poco più del titolo dei brani, ma il tono della sua voce (una rabbia e un’aggressività enfatiche, quasi teatrali e al tempo stesso completamente genuine) colmava ampiamente questa lacuna nella comunicazione. Gli Exodus dal vivo erano di un’intensità intraducibile in parole. Cosa avevano all'epoca? Per usare le parole di Ron Quintana "The speed, the screaming, the yelling, the guitarwork". Gli Exodus si presero tutto. Quando arrivarono i Venom, il pubblico era stato prosciugato di buona parte delle sue energie. Chissà cosa si aspettavano Cronos e soci, con le loro fontane pirotecniche, con la loro nebbia arancione e con i ventilatori nascosti che muovevano loro i capelli. Forse si resero conto di essere superati, che il vento era radicalmente cambiato, forse no.

 
 
Nella diatriba tra Cronos e Rollins, rivenuta fuori di recente (al di là di ogni dubbio a fini promozionali per i "nuovi" Venom), non ho difficoltà a credere alla versione di Rollins e di Joe Cole, roadie dei Black Flag. Quando i Venom di Cronos sono usciti col loro ultimo disco e l'ho sentito cantare "We're the long haired punks" ho trovato la cosa francamente ridicola - ma indicativa, un voler cogliere lo spirito dei tempi (vedere United As One # 2) , con cui all'epoca non seppe sintonizzarsi (quest'anno se ne sono viste parecchie, di rivendicazioni di radici punk/hardcore del tutto farlocche). Del resto non è in uscita un nuovo album dei PIL?

Ritornando all'85, a quel concerto le metal head erano già in larga parte thrasher pronti per il crossover. Ed erano passati solo due anni dall'uscita di 'Kill 'em All' dei Metallica...

 Indigesti

Per quel che riguarda l'hardcore italiano (parliamo di musica) come si sarà capito è un momento magico. E anche il periodo del cut-off: la formula 2-3 accordi con basso e batteria sparati a mille su cui vengono urlati testi-slogan in italiano  ("rumble and clatter", applicata nei primi anni dalla maggioranza deii gruppi )  sta perdendo smalto. Ci sono ancora gruppi che vanno sul palco e fanno la loro cosa - e ce ne sono altri che salgono sul palco e spaccano. Sono queste ultime band a diventare attraenti per diversi metallari che fino ad allora si erano tenuti ben distanti dall'hardcore (guarda caso, la cosa era già successa a S.Francisco e stava succedendo proprio in quel periodo a NY con i Cro-Mags).

Nell'85 escono 'Screams From The Gutter' dei Raw Power e 'Osservati Dall'Inganno' degli Indigesti. L'anno successivo sarà la volta di 'Lo Spirito Continua' dei Negazione e 'Into the Void' dei Cheetah Chrome Motherfuckers. A riascoltarli oggi non si rileva alcuna traccia di muffa, niente che suoni  anche vagamente stantio. La cosa che salta all'occhio è che i quattro grandi classici dell'hardcore italiano hanno sound estremamente diversi l'uno dall'altro . Non manifestano "influenze" sensibili, dal punto di vista dello stile, brillano per originalità. Due sono cantati in inglese, due in italiano. Il campanaccio, che sarà individuato molto più tardi (dagli americani, soprattutto) come un "marchio di fabbrica" dell'hc italiano anni '80 (Negazione, Raw Power, Upset Noise, per fare esempi) non lo trovate né su 'Osservati...', né su 'Into The Void'. Impossibile confondere un gruppo con l'altro. Quattro dischi che sono il simbolo di una delle ultime stagioni irripetibili.

Nota a margine: se non conoscete i dischi appena citati, non andatevi a cercare recensioni in rete. Ascoltateli e basta. Così evitate di leggere che 'Osservati...' è fortemente ispirato dal migliore hardcore losangeleno (e perché non dal peggiore, a questo punto? Visto che ci siamo....).

Per ulteriori approfondimenti: http://feraradio.blogspot.it/

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Commenti

  • Skater

    Bell'articolo. Una delle poche correnti ad essere nata quasi subito dopo la nascita del genere che in parte la ispira (thrash). Anche se all'epoca non tutti apprezzarono la novità.

  • Andrea

    Effettivamente non è che il fenomeno lo presero molto sul serio al tempo. Ricordo ancora le recensioni degli album dei DRI, tanto per fare un esempio, e quasi mai superavano il 3/5. Per carità, non sono dischi trascendentali, ma neanche materiale che sfiora appena la suffcienza.

  • Giorgio Barbieri

    Un'articolo bellissimo di un giornalista che, ai tempi di Metal Shock seguivo come un guru! Mi ha fatto ritornare in mente quei tempi in cui D.R.I., Suicidal Tendencies, S.O.D., C.O.C., , Cro-Mags, Discharge e gli stessi citati Broken Bones buttarono le basi di questo movimento, inizialmente ostracizzato sia da una parte (metal), che dall'altra (punk), come riporta anche il buon Heinz quando riporta la testimonianza di Charlie Benante. Ma poi, grazie anche alla notevole caratura delle band HC nostrane, che in parte si avvicinarono al metal ('Mine To Kill' dei Raw Power è sintomatico di ciò), anche qui da noi, il genere si fece largo fino ad assumere quel significato diverso che ha ora. P.S. anch'io c'ero a vedere Venom, Exodus e Atomkraft, ma al Teatro Tenda di Milano il 16 Ottobre di quel magico 1985, sigh...

  • heintz

    Grazie dell'apprezzamento... In una prospettiva storica, quanto all'essere preso sul serio, il fenomeno non va considerato a partire dalle recensioni dei dischi... I flyer dei concerti la raccontano meglio, la cosa

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