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SIXTY MILES AHEAD

In occasione dell'uscita del secondo album sulla lunga distanza da parte dei Sixty Miles Ahead, ci troviamo a Seregno in provincia di Milano all'Honky Tonky, piccolo, ma non piccolissimo locale con spazio per un discreto palco sufficentemente largo e rialzato per i tecnici del suono e delle luci. Ad accompagnare i quattro rocker nel release party di 'Insanity' ci sono i fiorentini M.I.L.F. ed i milanesi Whiskytella. Devo fare una doverosa precisazione, perchè causa contrattempo sono arrivato proprio nel momento in cui i M.I.L.F. ringraziavano e lasciavano il palco ai Whiskytella. Chiedo scusa quindi alla band, e ci fidiamo di Luca, batterista dei Sixty, il quale mi ha detto che il gruppo toscano ha fatto un figurone - la recensione del loro 'More Than You' è qui: http://www.hardsounds.it/recensioni/m-i-l-f-more-than-you. Ma veniamo al punto dolente, il figurone i M.I.L.F. l'hanno fatto, ok, ma davanti a quanta gente? Poca purtroppo, quantificabile in non più di quaranta persone, più o meno quelle che si sono trovati di fronte i Whiskytella. Ora, non sappiamo se ci fosse qualche altro concerto in contemporanea con questo, ma sappiamo che i Sixty Miles Ahead hanno già un discreto seguito, che però stasera ha latitato, per cui pollice verso per tutti i pigroni che non hanno voluto fare solo qualche chilometro in più rispetto allo Spazio Aurora di Rozzano - sempre in provincia di Milano, periferia sud - dove erano stati realizzati gli altri due release party.

Fatta questa doverosissima precisazione, attendiamo l'inizio del concerto di questi ultimi, i quali con un rapidissimo cambio di strumenti iniziano con un leggero, ma fisiologico ritardo, e si capisce che il gruppo del bravo singer Massimiliano "Pucce" Mauri è dedito a sonorità meno elettriche, ma non per questo meno energiche rispetto sia ai loro predecessori che agli headliner che arriveranno dopo, semplicemente hanno un'anima blues che pervade fumosamente ogni loro pezzo sia nelle più rilassate "Ah" e "Whiskyblues", sia nelle più movimentate "Big Mama" e "Scarecrow". Incuranti della sempre poca gente che (non) si accalca sotto al palco, proseguono tra qualche battuta di Pucce sui suoi ex folti capelli ed esortazioni ai presenti attaccati al bancone ad avvicinarsi per apprezzare meglio il loro show, che si conclude dopo aver eseguito otto dei nove pezzi dell'album che verrà recensito a breve dal sottoscritto, ed un inedito intitolato "We Had All Against", devo dire che mi sono avvicinato abbastanza diffidente ai Whiskytella ed invece mi hanno entusiasmato, non tanto per la presenza scenica, a dire il vero un po' statica, ma per le vibrazioni che mi ha lasciato il loro hard blues sanguigno. Davvero bravi.

Altro veloce cambio di strumentazione ed ecco i Sixty Miles Ahead, che, appunto, oggi festeggiavano l'uscita in tutto il mondo del loro secondo full lenght 'Insanity', piccolo problema però...i cd non c'erano! Purtroppo per un'incomprensione con la S.I.A.E. (...) non sono arrivati in tempo i documenti ed i cd sono bloccati, finchè la documentazione stessa non sarà completa. Insomma, le solite cose all'italiana, dove per una cosa che funziona, almeno cento devono andare a farsi fottere, ma tant'è...Il pubblico aumenta sensibilmente, ma non così tanto da far gridare al miracolo, praticamente i "soliti" che seguono impeterriti la band ci sono, ne mancano molti altri, ma di questo ne abbiamo già parlato.

Così i nostri non perdono tempo ed iniziano a presentare i pezzi che compongono 'Insanity' partendo con l'energica "Lost In My Mind" doppiata dalla più tranquilla "Every Time I Try", quindi ecco il primo dei tre brani tratti dal precedente 'Millions Of Burning Flames', ossia "Unfaithful Confessions" e la band sembra non curarsi troppo del relativamente poco pubblico, anche se c'è da dire che quello che c'era ha partecipato come se non ci fosse un domani, ma rilascia tutta quell'energia che sul palco la caratterizza da sempre.

Chiaramente vengono accolte in maniera più sentita i pezzi più vecchi, come la sempre scatenata "Dance", o la preferita dal sottoscritto "Not Supposed To Crawl", che insieme a "Reach My Destination" fanno un botto notevole, ma già da questi ascolti live si capisce che pezzi come la title track, "Dead Space"e "Let Go" lasceranno il segno, come ce l'hanno lasciato a noi.

Sandro Casali è in forma come al solito, Fulvio Carlini, forse è solo un pò più statico, ma sciorina i suoi riff ed i suoi assoli con una partecipazione non comune, doppio pollice in sù per il "nuovo" entrato Francesco Li Donni al basso, pose elastiche e tambureggiamento costante, infine il rombo di Luca Caserini, un martellamento preciso e costante dall'inizio alla fine; bravissimi e ancora di più quando attaccano "Superstiton" di Stevie Wonder - 1972, mica ieri - che sfocia poi nel medley dei Metallica composto da "Master Of Puppets" e "Fuel".

Dopo l'esecuzione di una emozionante "Used To Believe" i Sixty Miles Ahead ci salutano e ci ringraziano e noi speriamo che sia loro, che i loro compagni di questa bella serata, riescano finalmente ad ottenere ciò che si meritano, i numeri li hanno!

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