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YARAST: Tunguska 1908

data

25/02/2017
67


Genere: Melodic Death Metal
Etichetta: Revalve Records
Distro:
Anno: 2016

Ci sono band che pur di fare qualcosa di diverso dal solito creano delle storie del tutto inventate, magari di stampo psicologico, altre che guardano con più interesse a dei momenti storici. I romani Yarast fanno parte di questa seconda categoria, anche se, oltre al momento storico, allargano il loro raggio d'azione al paese in cui si è sviluppato, e che in questo caso non esiste più. La band capitolina si tuffa completamente nella storia dell'U.R.S.S., la grande superpotenza che comprendeva Russia, Ucraina, Bielorussia, Armenia, Georgia e molti altri stati ora indipendenti e disgregatasi nel 1991, cominciando dal nome scelto, ossia Yarast, che in russo significa furia, e dal titolo 'Tunguska 1908', chiaro riferimento al devastante impatto di un asteroide/meteorite nella regione siberiana di Tunguska appunto, il 30 Giugno 1908 e proseguendo con riferimenti alla guerra fredda e ad un'eventuale scenario ache avrebbe potuto crearsi se al mondo non fosse esistita la cultura anglosassone. Tutto molto interessante, nonchè affascinante, ma la musica rispecchierà le coordinate indicate dalla band nostrana? Beh, se parliamo di furia quasi ci siamo, il melodic death sviluppato dagli Yarast ha parecchie coordinate più vicine al death metal a cominciare dal growl belluino di Matteo Boccardi e dai ritmi forsennati imposti dalla sezione ritmica soprattuto nella title track,"Nuclear Winter", "Deserter" e "Retaliation" - di cui è possibile vedere il video qui di seguito - ma qua e là, le chitarre usano il cesello per ricamare dei passaggi a volte acustici, come nell'incipit di "Blood Path", altre semplicemente melodici, come nelle ritmiche fantasiose di "Doomsky Fills Your Eyes", tutto bene, quindi? Non proprio, il resto dell'album si trascina abbastanza stancamente, senza molti altri sussulti, senza sorprese, come una lezione imparata a memoria e ripetuta davanti alla maestra da bravi scolaretti, senza che arrivi quel momento in cui si perde la ragione e si inizia a scapocchiare selvaggiamente, perchè quello che stai ascoltando ti coinvolge fino al midollo ed è anche a causa di un'incisione  delle chitarre poco incisiva, strano, visto che l'album è stato prodotto da Stefano Morabito ai 16th Cellar Studios di Roma dove sono già passati Fleshgod Apocalypse, Hour Of Penance, Eyeconoclast e Inherit Disease. Tutto sommato 'Tunguska 1908' non è male, chi si trastulla con il death metal di stampo nord europeo, troverà parecchio da ascoltare, mentre chi cerca l'idea vincente nel contesto brutale, rimarrà un pò disorientato e, probabilmente, non ricorderà questo disco a lungo, le basi comunque ci sono, la band è giovane e quindi i margini di miglioramento sono ampi, in fondo come esordio ci può stare.

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