You are here: /

VREID: Welcome Farewell

data

14/02/2013
75


Genere: Black Metal
Etichetta: Indie Recordings
Distro:
Anno: 2013

"Valfar, chi è costui?", sembrano dire i Vreid, release dopo release. E sì che un gruppo fondamentale come i Windir non si sostituisce cosi. Ma la band, oramai al sesto disco dallo split della band madre (con il mastermind Valfar, scomparso a meno di trent'anni, compianto per i capolavori fatti e quelli ancora da fare), sembra giustamente e rispettosamente prendere le distanze da essa. Dopo due dischi marziali e scultorei come 'I Krig' e 'Milorg', sembra che si voglia seguire la strada più ibrida di 'V', in cui il black'n'roll si mischia a tematiche meno marziali e più nostalgiche (il titolo dell'album è esplicativo, come anche la copertina da film dell'orrore), per un album che sicuramente non puó che far gioire i fan dei Vreid (e anche i semplici ascoltatori occasionali potranno assaporare il valore di una band particolare), e tuttavia non potrà far gridare al miracolo come le uscite targate Windir. Ci augureremmo pure la smentita del tempo, con 'Welcome Farewell' diffuso un po' dappertutto, ma sono evidenti ancora i limiti dei norvegesi, che si fermano sempre un passo prima del livello in cui una canzone puó essere davvero considerata dal tutto riuscita. Si sente che è black metal che prende le distanze da quello classico dei Darkthrone, non a caso citati: in "Sights Of Old" ci sono veramente singulti di old school basilare e diretto, ma la traccia poi si sviluppa con gusto viking, con tanta melodia nelle chitarre e destrezza nel condurre il brano oltre gli otto minuti. Come al solito, la voce non è affatto memorabile, e incarna uno dei limiti maggiori dei Nostri: senza picchi, costantemente in medio scream che non nobilita i brani. Come "The Reap", diretta, molto più rock di altre canzoni, ma molto più scarna, che forse avrebbe avuto altro giudizio con altro trattamento vocale. Non black metal intransigente, solo sporcato (o pulito, dipende dai punti di vista) da frequenti ritornelli (purtroppo sempre la solita solfa canora) e stop in cui si insinuano arpeggi tra il folkloreggiante e il rock di vecchia data. Solo per l'intraprendenza sarebbero da promuovere, ma i brani stessi, senza eccellere, sono costruiti in modo da tenere alto il tasso della imprevedibilità e della ricerca del riff invece che della cacofonia, il che rende onore alla band norvegese. Avrebbero potuto girare il mondo suonando i brani dei Windir, non l'hanno fatto, si sono rimessi in gioco: che abbiano i giusti riconoscimenti.

MANY DESKTOP PUBLISHING PACKAGES AND WEB PAGE EDITORS NOW USE Reviewed by Admin on Jan 6 . L'Amourita serves up traditional wood-fired Neapolitan-style pizza, brought to your table promptly and without fuss. An ideal neighborhood pizza joint. Rating: 4.5

Commenti

Lascia un commento

live report

Franticsez

FRANTIC FEST 2019
Tikitaka Village - Francavilla al Mare (CH)

Nato in maniera già particolarmente ambiziosa due anni orsono, il Frantic Fest di Francavilla al Mare (CH) si è rivelato ben presto il punto di riferimento più importante della scena metal estiva del centro Italia. Lo staff del Frantic Fest, e l&...

Aug 28 2019

2015 Webdesigner Francesco Gnarra - Sito Web