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VISION OF DISORDER: Razed To The Ground

data

02/11/2015
63


Genere: Hardcore Metal
Etichetta: Candlelight Records
Distro:
Anno: 2015

Al giorno d'oggi i gruppi si moltiplicano in maniera esponenziale: seguirli tutti è una pura utopia, checché se ne pensi mettendo i "like" alle pagine Facebook. Per questo motivo all'uscita del nuovo album dei Vision of Disorder ci siamo ritrovati alquanto sopresi. Saranno proprio loro? Tra gli eroi (nascosti) del crossover hardcore anni Novanta, hanno dato alle stampe un primo omonimo disco davvero ottimo, in cui si arrivava alle mazzate made in NYC al grunge, andando in parallelo con le allora neonate -da un paio d'anni- tendenze nu metal, contribuendo a forgiarle. Senza andare a fare un troppo frettoloso riassunto della loro carriera, era ovvio che lo scioglimento avesse chiuso un periodo irripetibile e la reunion non fosse che uno stoico tentativo di rimanere a galla. Col secondo lavoro dalla resurrezione, i VoD cercano di riprendersi un posto nella scena, ma quello che 'Razed To The Ground' ispira è solo nostalgia. Già dalla produzione possiamo capire come il cambiamento di intenti sia significativo: prima affilata e con groove, mischiata a influenze molto variegate; ora c'è meno carne al fuoco e sound più metallico e monolitico. Certo, non si è persa del tutto la voglia di suonare in modo molto diverso dal resto delle band di scuola Victory Records, ma i zompetti e i break non fanno gridare al miracolo. Fa specie ascoltare parti che avrebbero potuto essere presenti in un album dei Lamb of God o degli Shadows Fall (avrà influito Zeuss dietro la consolle?). Non un brutto lavoro in assoluto, però arrivare alla fine non è così semplice e un album del genere non dovrebbe portare questo senso di affaticamento. Le soluzioni utilizzate, in effetti, vanno a comporre un mosaico sin troppo ordinato e ordinario per i gusti di chi si è goduto le improvvise e assassine sortite di dischi come 'Imprint' o 'For The Bleeders'. Riesce a risultare ascoltabile nell'immediato, ma le idee memorabili latitano e le canzoni sono imbolsite, segno di un gruppo non invecchiato molto bene, un po' come i Biohazard. Alla carriera.

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