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VENEROR: Percussimus Foedus Cum Morte

data

22/03/2013
70


Genere: Black Metal
Etichetta: Hammerheart Records
Distro:
Anno: 2013

Glaciale esordio per i nostrani Veneror. Il primo impatto è positivo, nonostante il latino stuprato qua e là, ma poi la band ci mette del suo, qualità ahinoi rara nell'ambito del black metal odierno. Come fare a congegnare un disco appassionante e pieno di pathos? La risposta è semplice, sempre la stessa, ma non ci stancheremo mai di ripeterla: basta avere coraggio. Nella fattispecie, non si ha paura della melodia, non si teme di essere "scomunicati" da chissà quali supporter, se non si suona in modo cacofonico e con violenza fine a se stessa. Il riffing è sì tagliente e freddo, ma l'occhio di riguardo è senz'altro per aperture che hanno spunti melodeath (quello prima maniera) infilati in modo preciso e mai pedante nel pandemonio di blast beat creato dal gruppo. Ci si rende conto -rara cosa nel black metal- del ruolo importante del bassista, fedele e lacerante nei suoi interventi. Se si vuol rinvenire qualche pecca, possiamo citare la eccessiva omogeneità dei brani, ma ci fa piacere notare che i Veneror sembrano sulla strada giusta per bissare la storia e la carriera di altri satanassi di casa nostra, gli Handful Of Hate. La sostanza è che 'Percussimus Foedus Cum Morte' è il disco che ci fa ricordare un altro gruppo, che è nato sotto i migliori auspici (etichettato a torto e in modo malizioso) come black metal melodico: gli Ancient. Il loro 'Svartalvheim' puó essere considerato uno dei motori che hanno generato i Veneror. C'è da augurarsi che i Nostri non abbiano il crollo che la band norvegese dopo il già citato album.

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