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VENDETTA: The 5th

data

04/03/2017
62


Genere: Thrash Metal
Etichetta: Massacre Records
Distro:
Anno: 2017

I Vendetta si erano ritagliati un loro spazio ben definito verso la fine degli anni ottanta, quando con due dischi che partendo dalla concezione teutonica del thrash, cioè più sbragato e caciarone, si affacciavano prepotentemente sulla Bay Area, soprattutto col secondo album 'Brain Damage', ma come per molti gruppi di quel periodo - vengono in mente i Deathrow, tanto per rimanere in Germania - l'abisso grunge li fagocitò, salvo ritornare nel 2003 con una riformazione largamente rimaneggiata, in pratica solo il bassista Klaus Ullrich e il chitarrista Achim Hömerlein - il quale, ora se n'è andato - rimasero della prima formazione. A livello di songwriting, il fatto che un solo componente originale sia rimasto, si sente eccome, sia nel precedente 'Feed The Extermination' del 2011 - eh sì, i Vendetta non sono molto prolifici - sia in questo nuovo 'The 5th', che fin dal titolo sa di poco e di già sentito, non c'è un pezzo che faccia urlare dalla gioia, non c'è un picco compositivo, addirittura parte male fin dall'inizio con la ridondante "Fragile", quasi otto minuti di continue ripetizioni della stessa parte di canzone, che già da sola non era memorabile per usare un eufemismo, così le cose migliori arrivano con le saette più veloci, ossia "Let'er Rip" e "Agency Of Liberty" e non è propriamente un bene, sembra quasi che Ullrich e compagni siano regrediti piuttosto che avanzati, solo "The Prophecy" e "Nevermind" riescono a far ricordare quali erano stati i Vendetta più ispirati, la prima con cambi di tempo ben inseriti e la seconda con una piccola iniezione di melodia, un pò poco se si pensa alla rimanenza infestata di filler. Se aggiungiamo che il cantante Mario Vogel rimane quasi sempre, tranne che in "Shame On You", su un registro rauco, il quadro è completo e non è roseo; è vero che i tempi sono cambiati e che non si può pretendere che sia i Vendetta come anche altre band ritornate dopo l'oblìo dei '90s, ricalchino stilemi scritti trent'anni fa - 'Go And Live...Stay An Die' è del 1987 - , ma si può almeno chiedere che si impegnino a scrivere pezzi più coinvolgenti e che la produzione sia un pò più al passo coi tempi - leggi potente - e, per favore, che scelgano anche una copertina meno pacchiana!

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Commenti

  • Frago

    Che robaccia. Poi ti chiedi perché la gente ha i pregiudizi verso i gruppi tedeschi.

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