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USURPRESS: Ordained

data

16/07/2015
74


Genere: Death Metal
Etichetta: Doomentia Records
Distro:
Anno: 2014

Ancora Svezia, ancora death metal ed ancora revival anni novanta, ma se la maggior parte dei gruppi attuali tendono a copiare (sì COPIARE!) Entombed e Dismember da una parte, o Dark Tranquillity e In Flames dall'altra, gli Usurpress si rifanno alla scuola Asphyx/primi Pestilence, quindi marciume a palate, rallentamenti ferali ed accelerazioni raramente esagerate, il tutto condito da una base crust che ha nei grandi Amebix i mentori incondizionati. 'Ordained' è il secondo album per la band di Uppsala, che comunque ha già alle spalle diverse pubblicazioni tra split ed Ep in soli cinque anni di vita e in poco più di trentanove minuti - praticamente lo standard per dischi di quel periodo - riscopre quell'oscurità che aveva ricoperto il pianeta metal, quella coltre fuligginosa creata dai primi Celtic Frost e che, soprattutto in Olanda avevano estremizzato i gruppi di cui sopra, non a caso chi scrive ha sempre ritenuto che ci fosse uno strettissimo legame tra la band di Tom Warrior e quella di Rob "The Baron" Miller, almeno a livello musicale, gli Usurpress non fanno niente per nasconderlo e così chi ha amato - ed ancora lo fa - questo genere genuino e sanguigno, troverà il cosiddetto pane per i propri denti, magari storcendo un pò il naso dopo la prima e un pò ripetitiva "The Heart Of The Last Kingdom", ma godendo della furia di "Storming The Mausoleum" e "Deny Salvation (Wolf-Like Dogs)", ma anche dei momenti slow e disperati di "Fire In The Minds Of Men" o "Ritual Warfare", sopratutto quest'ultima dà l'impressione di precipitare in un abisso senza fine dove ci aspettano chissà quali malvage creature. Il connubio Frost/Amebix è evidente in "Fan The Flames Of Madness", pesantezza crust e vocals pulite agghiaccianti conducono questo incubo sonoro, mentre spiazza la cover di Bo Hansson "Lóthlorien" - era il 1972! - anche se ascoltando "The Undeification" e "As The Monolith Comes Alive" si trova il trait d'union con questo episodio prog dei '70s. Ora, qualcuno dirà: "ma che senso ha riproporre quelle sonorità vecchie di venticinque anni?" Beh, la risposta sta tutta nell'atteggiamento underground della band, nelle scelte stilistiche, rifarsi ad Amebix e a i primi Voivod - ascoltate "The Eyeless Spectator" o "Embracing The Vultures" - non significa accodarsi al carrozzone degli scopiazzatori per averne una facile visibilità senza avere uno straccio di idea propria, ma unicamente tributare band tanto immensamente valide, quanto altrettanto sottovalutate e tutto questo è confermato dalla scelta dell'etichetta, la Doomentia Records - chi pubblica le edizioni in vinile degli album dei Master, va venerata incondizionatamente - e da quella dell'artwork e del suo ideatore, ovvero Ola Larsson, l'uomo che sta dietro a oscuri capolavori artistici, quali le copertine di Thy Primordial, Disma e Cranium, con questo il cerchio si chiude, ora sta a voi, putridi adoratori del miasma, crogiolarvi con 'Ordained', soddisfazione garantita!

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