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UNLEASH THE ARCHERS: Apex

635653

data

26/06/2017
85


Genere: Power Metal
Etichetta: Napalm Records
Distro:
Anno: 2017

È proprio vero che per quanto tu sia puro, alla fine arriverà qualcuno che penserà di esserlo più di te... per epurarti e toglierti dalla circolazione. I fan del metal classico deridono i fan del power metal, i quali se la prendono con i gruppi più giovani dello stesso genere. Wow, ben fatto. Tutto questo per dire che in fin dei conti degli Unleash The Archers se ne frega chi non ama il power, mentre gli integralisti hanno sempre odiato questa band. E ovviamente io non potevo che amarla, sin dai primi due album in cui era molto presente una componente melodeath e già Brittney Slayes faceva intravedere le sue capacità al microfono. 'Time Stand Still' aveva diversi brani clamorosi, ma una produzione troppo allineata alla loudness war, soprattutto per la batteria. Oggi assistiamo alla definitiva esplosione di una band e di una cantante dalle doti straordinarie, che nei capitoli precedenti giocava (divinamente) più per se stessa che per la squadra. Oramai le aperture death e gli stacchi metalcore sono passato remoto, anche se di rado fa capolino qualche growl. Che gli UTA abbiano deciso di puntare sul power metal tout court è innegabile, ma allo stesso modo non si può parlare di ammorbidimento o di commercializzazione. Epicità a palate e ispirazione a mille: levatevi di torno, Battle Beast e Crystal Viper. I brani sono lunghi anche sette o otto minuti che non pesano affatto, con ritornelli che riempiono la bocca e sono una goduria da cantare. La coesione degli UTA è ai massimi livelli, coadiuvata da mix e mastering eccelsi. Tanti sono i riferimenti al metal classico: l'impostazione vocale deve molto a Dickinson e Geoff Tate, "Shadow Guide" è come se fosse uscita dal debutto degli Iron Maiden, la title track prende il meglio dell'ultimo periodo e ce ne fa ascoltare una versione migliore. Altro punto di forza è la immediata presa dei giganteschi ritornelli, in particolare quello di "Cleanse The Bloodlines", che renderebbe orgoglioso Ronnie James Dio, e quello di "Earth And Ashes" che sembra helloweeniano, ma innestato in un pezzo così vario è un valore aggiunto. Alla fine della fiera si potevano risparmiare solo "Ten Thousand Against One", che è una sorta di mosca bianca con le ritmiche più cadenzate e non aggiunge nulla di interessante al lotto di canzoni. L'apice del power metal di quest'anno?

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