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TRISTANIA: Darkest White

data

01/06/2013
70


Genere: Gothic Metal
Etichetta: Napalm Records
Distro:
Anno: 2013

Checchè se ne dica i Tristania hanno sempre cercato di andare "oltre", e con buona personalità. Innegabile nel precedente 'Rubicon' e anche stavolta. Fare paragoni tra vecchia e nuova cantante sembrava essere diventato lo sport preferito dei dettattori più accaniti, visto che non si riusciva ad accettare che Mariangela avesse una voce totalmente diversa e che la band si fosse accorta che era necessario sfruttarla in modo più pieno. 'Darkest White' è un titolo che abbinato a una tale copertina fa tanto doom/gothic, ma non abbiamo pensato nemmeno un attimo di poterci trovare davanti dei novelli My Dying Bride. È pure vero che rispetto all'artwork del precedente disco c'è un abisso. Vale la pena, quindi, di insistere sui Tristania? Assolutamente sì, perchè innanzitutto sono corsggiosissimi. Non veniteci a dire che suonano pop metal alla Amaranthe, perchè le ultime gesta dei Within Temptation ci dicono che è possibile farlo con ottimi risultati. Ma non è questo il caso. Semmai la componente gothic è a tratti coperta da accenni sinfonici, semmai la voce della Demurtas è diventata la chiave di volta del sound dei norvegesi. La pecca maggiore -ma sono residui duri a morire- è quella che affligge la magior parte delle band del genere: stiamo parlando delle harsh vocals totalmente inadeguate e sterili, che unite a dei riff senza spessore (quelli più violenti e dallo stile moderno) fanno sì che ci sia un abisso tra brani come "Requiem" e altri come "Number". Il primo è uno degli apici dell'album, con il suo emotivo crescendo, l'altro un insieme abbastanza banale di alternanza growl/clean. Brilla nei suoi momenti meno pompati la chitarra ("Himmelfal" e l'originalità ritmica) e soprattutto la batteria e basso che, praticamente in ogni minuto sono pronti a utilizzare soluzioni lontane dalla monotonia. Avremmo visto meglio un innesto di elettronica in "Scarling", mentre "Lavender" è troppo poco lineare per ammaliare.

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