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TRIBULATION: The Children Of the Night

data

22/05/2015
80


Genere: Death Metal
Etichetta: Century Media
Distro:
Anno: 2015

Quando è arrivato il promo degli svedesi Tribulation le ginocchia di chi scrive hanno cominciato a tremare, difatti il timore che fosse arrivato l'ennesimo album clone di Dismember ed Entombed, o ancora di più di At The Gates e Dark Tranquillity era forte ed invece niente di tutto questo; la band proveniente da Arvika si muove su territori death-black, ma riesce a ricreare senza strafare quella malefica atmosfera che band come i primi Katatonia, primi Tiamat, o addirittura i misconosciuti Eucharist - andate a scoprirvi 'A Velvet Creation' - avevano portato alla luce (?) nei primissimi anni Novanta. Quindi si parla di death metal, ma il termine va preso con le pinze, si viaggia in territori oscuri, orrorifici come già provato con il precedente 'The Formulas Of Death', ma ancor di più acuiti da un sentore gotico che sporca di violetto tutte le composizioni a cominciare dall'opener "Strange Gateways Beckon", lineare, per nulla veloce, ma nel contempo piena di trovate tanto interessanti quanto tetre, per proseguire con "Melancholia", dove il profumo di "quei" Tiamat si sente forte, certo "The Dreams Of The Dead" ha un gusto più death, ma di quello - come dicevamo prima - tenebroso di ingiustamente dimenticate band quali i già citati Eucharist o gli Unanimated del capolavoro 'Ancient God Of Evil', mentre "Winds" viaggia su territori non comuni, stravolti, e "Music From The Other" spiega quale è la personale intepretazione del doom da parte dei Tribulation, discordante e disarmonico. L'unica cosa un po' monotona è la voce del bassista Johannes Andersson, il quale in controtendenza con l'andamento, a volte addirittura quasi ambient di alcuni pezzi - "Strains Of Horror' e "Holy Libations" su tutti - tortura con continuità la sua ugola con uno screaming black vecchia maniera, ma ci sta. Molto interessante quindi il terzo full lenght degli svedesi, consapevoli portatori di malvagie litanie che di tanto in tanto riportano all'inizio dei seventies, quando il male in musica erano i Black Widow e gli High Tide, per non citare gli onnipresenti Black Sabbath, teletrasportandole vent'anni più avanti, senza per questo essere anacronistici, anzi!

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Commenti

  • Frago

    Discone inaspettato. Lo ascolto tantissimo e mi dice sempre cose nuove. Il mix è perfettamente riuscito. Sono molto meno estremi di quanto possano sembrare, affondano le loro radici nel metal classico e si sente soprattutto nel primo brano.

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