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THY ART IS MURDER: Hate

data

15/04/2013
40


Genere: Deathcore
Etichetta: Nuclear Blast
Distro:
Anno: 2013

Se uno lo dice viene tacciato di eccessiva cattiveria, di una propensione nulla verso il "futuro", di avere i paraocchi. Ma non si può tacere, i fatti dicono che 1) oramai le band del cosiddetto deathcore sono dappertutto; 2) che i dischi delle suddette band sono sempre più uguali gli uni agli altri; 3) l'unico modo per fuggire dalla fattispecie del punto 2 è un ritorno all'emo (vedi Bring Me The Horizon). Le grandi etichette del metal hanno abbattuto il tabù del deathcore e oramai spingono anche su quel versante, lo chiamano -a seconda della fantasia degli operatori- technical groove death, hardcore brutal e cose del genere, tanto per farci fessi una volta di più, senza tener conto che alla fine tutti questi trucchetti escono fuori e in modo particolare vige la regola aurea del fa' come ti pare, tenendo presente che se te ne piace uno è molto probabile che ti piacciano anche tutti gli altri dischi di una band, o se ti piace una band è estremamente triste e altrettanto probabile che piacerà anche il resto della scena. Prolissa introduzione, ma necessaria: la Nuclear Blast ci presenta l'ennesimo fenomeno iper pompato del deathcore, possono chiamarsi Thy Art Is Murder o meno, quello che resta è una bella copertina e nient'altro. Ancora non capiamo come può costruirsi un disco attorno ai breakdown, ogni volta è una tremenda costante. Già ce li immaginiamo in sala prove. Uno qualsiasi di loro: "Ragazzi, sentite qua!" Suona il riff sincopato da breakdown. "Ecco ora accodatevi come avete sentito fare finora da altre centinaia di band, sì una batteria grossa e tutta sui tamburi, oh e anche un bell'urlo belluino dei tuoi, caro...Bravissimi, abbiamo metà canzone. Ora suoniamo il tutto al contrario e ne abbiamo un'altra! Che bella l'ispirazione!". Capite perchè 'Hate' è destinato a perdere in partenza? Metà canzone è un breakdown, l'altra è una botta di imprevedibilità (siamo ironici...): growl profondo su chitarre pure troppo sature che addensano qualche nuvola prima del solito breakdown, oppure blast beat ad oltranza con qualche assolo alla Cannibal Corpse qua e là. Il cantato in growl è veramente monotono, troppe poche le volte in cui fa scream e non è che sia di chissà quale spessore, anzi. Non serve dire altro se non che non ce l'abbiamo con la band in questione, è tutto il fenomeno che ha qualcosa di malato.

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