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TANKARD: One Foot In The Grave

data

15/06/2017
80


Genere: Thrash Metal
Etichetta: Nuclear Blast Records
Distro:
Anno: 2017

I Tankard sono una leggendaria formazione tedesca, attiva fin dal lontano1982, dedita a suonare thrash metal ed a bere fiumi di birra, noti per avere un approccio musicale ironico e divertente, e per aver tenuto alta la bandiera del thrash metal ininterrottamente per tutto questo tempo. Escono oggi con un nuovo album, il diciassettesimo, intitolato 'One Foot in the Grave'. Il loro nuovo lavoro consiste in un corposo concentrato metallico, degno della migliore vecchia scuola thrash di matrice teutonica. In copertina  è presente un artwork divertente, in cui una simpatica creaturina mostruosa fa spesa di whisky e birra….in un cimitero con tanto di avvoltoio!!! Dove tra l’altro una mano sbuca da terra sventolando una bandierina che porta il numero 35, che è appunto il numero degli anni trascorsi da quando hanno iniziato le loro scorribande in giro per mezzo mondo,  suonando puro e genuino thrash metal e prosciugando le cantine dei pub. La  proposta musicale contenuta nel nuovo album dei Tankard non porta novità stravolgenti, ma è sicuramente di buon livello, lo si riscontra nella qualità delle composizioni, nell’apprezzabile tecnica di esecuzione, il fatto di aggiungere elementi più marcatamente di stampo classic metal si dimostra un’ottima idea, come pure allargare il campo a spunti melodici, specie nei ritornelli e nei cori, nel complesso senza perdere di mordente o di grinta rispetto ai lavori precedenti, dimostrando un approccio generale meno grezzo ma non per questo meno incisivo. Impresa dal risultato non scontato e che oggi appare ottimamente riuscita, in più  resa con una produzione di buon livello. Si inizia l’ascolto dell’album ed ecco con un brano intitolato "Pay To Pray", ad esso spetta il compito di introdurre l’ascoltatore nell’atmosfera roboante che lo accompagnerà fino alla fine del disco, attraverso diversi episodi, a volte più veloci ed aggressivi come "Don’t Bullshit Us!", a volte più epici e classicheggianti come nella title track "One Foot in the Grave", dove comunque non si rinuncia alla velocità, a volte ancora più atmosferici ed oscuri come in "Secret Order 1516". Nel complesso un  ascolto coinvolgente per gli appassionati di thrash metal e non solo, i riff di chitarra veloci e precisi nel falciare l’etere a più riprese, la sezione ritmica  che incombe come il fuoco di una mitragliatrice di grosso calibro, assoli  veloci e trascinanti capaci anche di mutare in armonizzazioni classiche, un cantato grintoso che rende giustizia ai temi trattati nei testi, in alcuni casi anche duri come ad esempio in "Syrian Nightmare". L’album non ha cali o cedimenti, si dimostra solido, in tutti i brani emergono una carica ed un’intensità di base che forniscono continuità all’intero ascolto. I quattro ragazzacci di Francoforte omaggiano il panorama thrash metal con un ulteriore mazzata sonora dal tocco personale. A noi il compito di brindare alla loro salute ed al loro nuovo album.

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