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SUFFOCATION: ...Of Dark Light

data

07/06/2017
75


Genere: Brutal Death Metal
Etichetta: Nuclear Blast
Distro:
Anno: 2017

Non dovrei fare paragoni con gli anni Novanta, mi dicono spesso, e lo sento  sempre di più in occasioni come questa. Eppure il logo è lo stesso su 'Effigy Of The Forgotten' (genuflessione) e 'Pierced From Within' (prostrazione plateale). Non riesco a fare a meno di pensare a questi due pilastri del metal estremo quando ascolto i Suffocation, così come non sono tanto sordo o smemorato da dimenticare la bomba sganciata dagli Immolation giusto pochi mesi fa. Con questi parametri, '...Of Dark Lights' non ne esce benissimo. Invece dal punto di vista più soggettivo, del legame che si può avere con uno o più album post-reunion e soprattutto dal punto di vista umano, la cosa si fa più interessante perché per quanto mi riguarda ho avuto nelle orecchie la voce di Frank e le chitarre di Terrance più spesso e più volentieri di molti miei familiari. Per questo '...Of Dark Lights' ha ragione di esistere e fa discutere. Siamo sinceri, che discussioni ci sono sui Cannibal Corpse? Fate finta di nulla, eh? Il full length numero otto dei Suffocation è sicuramente in un punto discendente della china, per ora imprecisato visto che accanto ai due membri storici e a Derek Boyer, ormai di casa, ci sono due innesti freschissimi in punti nevralgici per un gruppo metal, che manco erano nati quando 'Effigy...' vedeva la luce. È uno spettacolo vedere come si rinnova la linfa vitale, come lo stesso Mullen, già indisponibile per quasi tutti i live, si faccia coadiuvare -cum grano salis- anche in studio dal suo sostituto per quella sede, tale Muller che pure dovrebbe essere attorno ai trent'anni. A prescindere dai frequenti cambi, pertanto, questo album segna una nuova era per i Suffocation, forse ancor più che nel precedente 'Pinnacle of Bedlam'. Anche lì non eravamo per nulla ancorati agli album storici e pezzi come "As Grace Descends" e "Sullen Eyes", nella loro particolarità, risultavano inediti. Troppo diretti? Troppo tecnici? Senza Mike Smith alla batteria? E lo so, cari miei, ma si deve pure andare avanti. Vi rimando un'altra volta ai Cannibal Corpse, che adoro: non avrei mai voluto che i Suffocation facessero lo stesso percorso. La copertina fa schifo, questo è assodato, non siamo mica in un videogame di quart'ordine o in un disco melodeath. L'unico legame col disegno è nel brevissimo inizio, tastieristico e tragico, di "Clarity Through Deprivation". Poi si parte con velocità inusitata e un rallentamento che si protrae fino alla fine della canzone. È una delle canzoni peggiori della discografia dei Suffocation perché arida in ogni suo punto e la colpa se la spartiscono in eguale misura i musicisti e la produzione più asettica che in passato. Per una irrazionale proprietà transitiva, le prime volte ho ascoltato il resto mal disposto, perché mi sembrava tutto un po' troppo frettoloso, poco attento a soffermarsi su certi passaggi per essere un disco dei Suffocation. E qui sta l'errore: credere e soprattutto volere dei Suffocation tutti uguali e legati solo a un modo di suonare, ignorando la girandola di cambi in formazione e gli anni che passano. '...Of Dark Light', dalla seconda traccia in poi, ad ogni giro nel lettore diventa sempre più torvo e minaccioso, noi giornalettari metallici diciamo che cresce nel tempo. Mostra un invecchiamento dignitoso sia delle capacità di scrittura delle canzoni di Hobbs, sia del growl di Mullen che si è mantenuto molto meglio di quello di un Karl Willets o John Tardy. I nuovi entrati Errigo e Morotti fanno il possibile, suonano benissimo e mascherano l'assenza della personalità dei vecchi componenti (soprattutto alla batteria) con una prestazione più di impatto che di fino o di dettagli. In generale si cerca -spesso riuscendoci- di mascherare un po' di peso specifico del singolo riff suonandone di velocissimi e a ripetizione, è molto meglio quando vanno sparati e non quando fanno stacchi e ritmiche che sulla carta dovrebbero avere groove, ma nella pratica sono solo ammassi di doppia cassa e chitarre stoppate. Il punto più basso della carriera dei Suffocation è ancora un bell'esempio di attitudine e voglia adeguatamente motivata di rimanere ancora in giro per qualche altro anno.

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