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SUFFER YOURSELF: Ectoplasm

data

04/05/2017
78


Genere: Funeral Doom Death
Etichetta: Satanath Records
Distro:
Anno: 2017

Con un nome che lascia pochi dubbi sul genere suonato, i Suffer Yourself sarebbero potuti rimanere uno dei tanti gruppi dell'Europa orientale a regalarci perle di oscura profondità, di solito di scuola Satanath/Symbol of Domination, nel più nascosto underground. Govorukha, tuttavia, ha deciso di far evolvere la sua creatura e -trasferendosi in Svezia- ha infuso nuova linfa nelle sue creazioni. 'Ectoplasm' segna un parziale discostamento della rocciose sezioni death metal, lentissimi macigni che riempivano l'album di esordio, ma soprattutto si utilizzano melodie molto più ricche, consapevoli, maestose. C'è qualcosa degli Swallow The Sun in più adesso. Era infatti una eccessiva semplicità in alcuni passaggi a rendere migliorabile 'Inner Sanctum'. Oggi non si può parlare solo di un album funeral doom perché ci sono tante striature diverse, compreso l'ambient, che lo rendono molto particolare e dall'appeal internazionale, grazie ad una dovizia di particolari resi in musica con grande professionalità. La morte è ben presente e opprimente, insomma. "Abysmal Emptiness" tiene in ostaggio il malcapitato ascoltatore (beato il malcapitato stavolta!) per sedici minuti, ma vorresti che non finisse mai. Così come il lago di pece senza fondo che prende il nome di "Dead Visions". Altra grossa conquista -con buona pace di Greg Chandler, testa mixante in precedenza- è un suono di chitarra meno rotondo, più aggressivo e ficcante. Picco emotivo dell'opera è la straziante "The Core", in cui si sperimentano soluzioni più diversificate alle chitarre e con vari effetti vocali: qui emerge la desolazione del disastro di Chernobyl, cui è dedicata la canzone. Ovviamente non è qualcosa da ascoltare a cuor leggero, ma con la giusta preparazione 'Ectoplasm' può essere il baratro in cui nascondervi per diversi mesi. Ne uscirete giusto in tempo per andarvi ad accomodare sotto ad un ombrellone, mettendo in mostra con orgoglio il vostro pallore cadaverico.

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