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SOUL OF STEEL: Journey To Infinity

data

14/05/2013
67


Genere: Power Metal
Etichetta: Bakerteam Records
Distro:
Anno: 2013

Non è ancora arrivato colui che sappia innovare il power metal: nemmeno stavolta abbiamo tra noi il "messia" che rivolti le radicatissime (e a volte mediocri) caratteristiche del genere che, anni e anni addietro, aveva esso stesso fatto tremare l'heavy metal. Ecco, se dobbiamo guardarci dal considerare anche minimamente i gruppi-macchietta, bisogna al contrario alzare il capo per renderci conto della schiera di mestieranti, più o meno abili, che affollano la scena. In Italia, solo in questi mesi, almeno due grandi uscite: At The Dawn e Highlord. I Soul Of Steel, se potrebbero far pensare a qualcosa di più true, si immergono del tutto nel filone power. Verrebbe facile etichettarli, con superficialità, a Rhapsody e compagnia tricolore, ma il bello è che si fanno tentativi (faticosi e riusciti) di creare un proprio sound riconoscibile. La durata è considerevole, tanto che a volte si sente il bisogno di sforbiciare qua e là, e a tratti perde consistenza la divisione in canzoni, perchè l'ascolto va vissuto in modo continuo. I progressi sono evidenti rispetto a 'Destiny', pochi per avere un effettivo salto di qualità, ma ogni nota è a suo modo evocativa (come la voce di Valente) e tutti i riferimenti che si trovano sono inseriti in vista di un bel concept, speranzoso e luminoso come la copertina. La grandeur dei Rhapsody senza tastiere invadenti, con invece il romanticismo dei Labyrinth ("Neverland" ne è l'esempio lampante), una voglia di ramificare i brani tipica del prog nei pezzi più lunghi, tante emozioni (non di prima mano a volte). I difetti si riducono alla prolissità che scoraggia i non avvezzi alle saghe (con la a, mi raccomando...) epiche e interminabili e -soprattutto- alla mancanza di una spiccata personalità, che per i più estremi sarà motivo di denigrazione di 'Journey To Infinity' e di mille altri dischi analoghi. Per la lunghezza, il consiglio è di ascoltare direttamente la versone acustica di "Last Desire" (con il leone Roberto Tiranti alla voce) invece che quella normale.

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