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SIRGAUS: Sofia's Forgotten Violin

data

07/08/2013
76


Genere: Gothic Metal
Etichetta: Videoradio
Distro:
Anno: 2013

Oramai Gosetti non è più un novellino e, con il passare del tempo e dei dischi, la sua esperienza sta iniziando a fare la differenza. Già nei nostri primi incontri con i suoi Sirgaus avevamo sottolineato come fossero solo alcuni dettagli meramente formali a distanziarlo da più rinomati gruppi del genere, non pensavamo che già col successivo album il gap si dovesse ridurre così tanto, se non annullare del tutto in alcuni punti. 'Sofia's Forgotten Violin' è estremamente invitante già da titolo e copertina, quando poi apprendiamo che al violino per l'occasione è stato chiamato Lethien degli Elvenking siamo sicuri che l'ascolto non sarà affatto scontato o semplice. Eppure bastano pochi secondi e le struggenti melodie ci avvolgono malinconiche, con una apertura da sogno, visto che "The Orphan's Letter" è un highlight della release. Altra cosa che salutiamo con grande sollievo è un suono di batteria che finalmente è naturale e rende giustizia al resto della strumetazione, con arrangiamenti di spessore. Se dobbiamo fare un paragone col passato della band, si nota una apertura maggiore alla melodia più rock/acustica nell'eterno autunno dell'anima che caratterizza i Sirgaus. Di gothic estremo non ce n'è mai stato molto, però i toccanti momenti in cui prende vita il romantico intreccio vocale tra Sonja e Mattia ("Believe In You") sono tra le cose migliori dell'album. Se "Sofia's Return" l'avevamo già ascoltata (cambia qualcosina nell'esteriorità, ma lo scheletro rimane) nell'omonimo EP, ora riusciamo a concentrarci in modo maggiore sul resto dei brani, che sembrano andare -con convinzione- in una direzione non esattamente convergente, che comunque conserva una base di metal, come "Real Angel" e il suo assolo pregiatissimo che segue il tema del brano, come soprattutto la finale e sperimentale "Sofia's Memories", che con la sua leggiadria e il suo incedere acustico ci mostra un'escursione nel pop rock, un lato dei Sirgaus finora inedito e che non è assolutamente da sottovalutare (ancora un ottimo lavoro alle chitarre per Massimo Pin). Un lavoro da ascoltare con attenzione, il gothic, quello vero, non le pagliacciate che ultimamente si spacciano per tale, (come se fosse un make up pesantissimo a fare la differenza) ha dei nuovi alfieri.

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