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SATAN'S HOST: CELEBRATION: For The Love Of Satan

data

02/04/2012
80


Genere: Power Black Metal
Etichetta: Moribund Records
Distro:
Anno: 2011

Il metal è pieno di luoghi comuni. In questa occasione ne sfateremo due in particolare. Il primo: le raccolte sono inutili. Il secondo: le raccolte si fanno solo per fare soldi. Andiamo per ordine. L'inutilità è palese di fronte a gruppi la cui discografia, per quanto sterminata possa essere, si può acquistare facilmente e a pochi euro. Il motivo pecuniario è presente ove il protagonista dell'operazione sia un grande gruppo che vende anche le proprie scorreggie spacciandole per "arte che voi poveri fessi non potete capire". Non serve fare nomi, se una band ha in catalogo più raccolte (o live) che album in studio qualcosa sta marcendo da quelle parti. Tutto questo preambolo per dire che questa che la fida Moribund Records ci propone non è una semplice compilation, è un'opera quasi archeologica. Il perchè è presto detto. Si parla di Satan's Host, gruppuscolo di power metal statunitense che comprensibilmente non sarà affatto noto alla maggior parte dei lettori che nel cuore dei gloriosi (e per molti ancora vivi) anni Ottanta hanno pubblicato un solo album, il grande 'Metal From Hell', e una manciata di Ep per poi reincarnarsi dalla decade successiva e fino all'anno scorso in una creatura sì classicamente heavy, ma con uno screamer prettamente black metal. Il contrasto era forse troppo esagerato, non ruscivano a coesistere le due anime, o meglio non riuscivano a combaciare perfettamente. Questa celebrazione si pone come operazione di recupero che rende finalmente giustizia con una produzione pazzesca ai pezzi che venticinque anni fa erano totalmente senza forza, ma anche come un nuovo punto di partenza per la band dato che al microfono è arrivato l'ex Jag Panzer Harry Conklin, uno che sa il fatto suo e spazza via l'urlatore dei tempi più recenti, mettendo al servizio delle canzoni un timbro duttile e melodico, ma che non ha bisogno di sporcarsi per risultare penetrante poichè note altissime sono raggiunte con grande facilità, e in più mostra una magnetica teatralità. Provate a dire senza risultare ridicoli che i Satan's Host l'hanno fatto per denaro. La parola d'ordine è solo tanta passione, i due pezzi inediti si inseriscono perfettamente nel filone del power metal statunitense che i nostri incarnano, oggettivamente ingenui i testi (senza parlare della scarsa fantasia: "Metal From Hell", "Hell Fire", "H.E.L.L." parlano da sole), ma la musica è una versione iper pompata e muscolosa dei Mercyful Fate con inserti di black nei pezzi più recenti. Assoli come se piovesse, un mood teso proprio di questo power metal serio (scordatevi gli elfi e le fughe neoclassiche di certi pezzi di ghiaccio scandinavi), in alcuni punti si tende verso la struttura elaborata ("Satanic Grimoire") in modo troppo forzato, ma le due gemme "Witches Return" e "Nightside Of Eden" brillano di luce propria grazie ad un suono variegato e non omologato, non si trova dipendenza evidente da nessun gigante del metal. Non è molto professionale da dire, ma oltre allo scapocciamento assicurato con questa raccolta sarà finalmente resa giustizia ad una band ingiustamente piena di polvere da un bel po' di anni. Ancora una volta dei vecchietti dati per morti danno lezione di metal con i fiocchi.

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