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RUSTFIELD: Kingdom Of Rust

data

20/12/2013
62


Genere: Progressive Metal
Etichetta: Massacre Records
Distro:
Anno: 2013

Impenetrabile, come se fosse circondato da filo spinato. Questa è la prima impressione che abbiamo avuto durante i primi ascolti del debutto dei Rustfield, già accasatisi alla Massacre Records. Rispetto alle uscite recenti della etichetta, riscontriamo un certo miglioramento. L'album in questione è progressivo nel vero senso del termine, ti sfugge nelle sue continue modifiche di umore. Lungo e ambizioso, il viaggio lungo questo 'Kingdom Of Rust' non può essere liquidato con facilità. Tanti sono i punti da rimarcare. Innanzitutto le prime due canzoni, che dicono il meglio dal punto di vista più metal, in cui rocciosi controtempi scandiscono il tutto e l'ospitata di Federica dei White Skull alla voce in "Waxhope" non può che far piacere. Altro highlight è il delicato incedere di "Love Moan", in cui le tessiture di chitarra classica, pianoforte e contrabbasso dominano la scena con grazia inaspettata. Il cantato è molto espressivo e riesce ad adattarsi a brani come questo, nonostante l'ugola sia pronta per tirate d'acciaio, a metà tra le classiche voci heavy metal (tendenti all'acuto) e una vena melodica molto accentuata. A proposito, emergono nella parte centrale dell'album degli spunti degni dei Savatage, naturalmente rivisti in un'ottica prog. Altra sorpresa è il batterista dei Symphony X, presente in diverse tracce. Due sono gli appunti da fare ai Rustfield: il primo è che ci si perde molto nei minuti finali, dove le conclusive suite sono superflue e non sono agili come dovrebbero; il secondo riguarda la scelta di produzione molto discutibile che penalizza in modo letale la chitarra. Prendiamo ad esempio "Out Of The Blue": all'inizio la sentiamo perfettamente, da sola. Poi appena attaccano gli altri strumenti (soprattutto le tastiere), questa scompare e riappare solo nei momenti solisti. Il fastidio è maggiore quando sentiamo che sta sullo sfondo, ma è un fruscio, sommersa da ogni altro evento. Un peccato davvero.

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